Volume 69 N. 3
20,00 €
Monografia
L’insostituibile Servizio Sanitario Nazionale
I saggi ospitati in questo numero sono il frutto del lavoro di ricerca ed elaborazione compiuto da più studiose e studiosi in seno alle attività promosse dal Laboratorio su salute e sanità (Laboss), nello specifico nel corso di uno degli annuali appuntamenti dedicati agli Itinerari delle politiche per la salute.
Indice
Monografia L'indispensabile Servizio Sanitario Nazionale
Proponiamo in questo numero la Monografia L’indispensabile Servizio Sanitario Nazionale, curata da Chiara Giorgi, che ne presenta, nel suo editoriale, l’importante e significativa serie di contributi. A seguire due articoli di ricerca, il primo sulla percezione del rischio nei luoghi di lavoro e il secondo una analisi e riflessione sulle azioni di prevenzione per la salute mentale in età evolutiva. A seguire una nota di commento di Lamberto Briziarelli.
Editoriale L’impegno per la sanità pubblica. Interpretazioni e prospettive/Chiara Giorgi
Monografia L’indispensabile Servizio Sanitario Nazionale
Il diritto alla salute frammentato: autonomia differenziata e sanità/Marina Davoli, Stefania Gabriele, Francesco Pallante
In formazione. Note sui processi trasformativi della formazione medica in Italia/Giovanna Vicarelli
Il personale sanitario: una risorsa non comprimibile/Marco Geddes da Filicaia, Elena Spina
Patch Adams non ride più. La crisi del personale sanitario tra svalutazione economica e disagio psico-fisico/Stefano Neri, Elena Spina
L’epidemia delle malattie croniche e la risposta della rete dei servizi sanitari e sociali. Il caso Toscana/Paolo Francesconi, Gavino Maciocco, Luca Negrogno, Lorenzo Roti
La non-autosufficienza negli anziani e la legge 33/2023/Paolo Francesconi, Gavino Maciocco, Luca Negrogno, Lorenzo Roti
Altri contributi
Articoli di ricerca
Indagine sulla percezione del rischio di aggressioni nei luoghi di lavoro dei Tecnici della prevenzione dell’Azienda USL. Strategie e misure preventive/Sara Gallicchio, Chiara Lorini
Fattori interpersonali, psicosociali e terapeutici per il sostegno alla salute mentale infantile/Aldo Diavoletto, Franca Bottiglieri, Marianna Sessa, Anna Tortorella, Giulia Savarese, Luna Carpinelli
Commenti
Radici storiche di un fallimento, da servizio sanitario pubblico a servizio sanitario privatizzato/Lamberto Briziarelli
Documenti
Un paradigma relazionale per rigenerare il welfare sanitario: il laboratorio di Piano B/Carla Collicelli
Health Promotion requires a strong WHO institutional backing/IUHPE (International Union for Health Promotion and Education)
Commitment to public health. Interpretations and perspectives
Chiara Giorgi
DOI: 1048291/SISA.69.3.1
OPEN ACCESS
DOI: 1048291/SISA.69.3.1 Sistema Salute, 69, 3, 2025: pp. 325-332
L’impegno per la sanità pubblica. Interpretazioni e prospettive
Commitment to public health. Interpretations and perspectives
Chiara Giorgi
Sapienza Università di Roma
I saggi ospitati in questo numero di «Sistema Salute» sono il frutto del lavoro di ricerca ed elaborazione compiuto da più studiose e studiosi in seno alle attività promosse dal Laboratorio su salute e sanità (Laboss), nello specifico nel corso di uno degli annuali appuntamenti dedicati agli Itinerari delle politiche per la salute. Laboss è nato da tre anni con l’intento di affrontare le questioni che ruotano attorno alla salute e alla sanità in una prospettiva multi e interdisciplinare, volta a integrare competenze diverse e complementari – dalla storia alla sociologia, all’economia, alla medicina, all’epidemiologia, alla demografia, al diritto, alla filosofia, alle scienze ambientali. Si tratta di una rete di studiose e studiosi che ha come obiettivi quelli di costruire interpretazioni comuni delle attuali dinamiche, condividere analisi e approfondimenti, promuovere linee di ricerca coordinate, sviluppare possibili soluzioni per le politiche su salute e sanità in Italia, in un’ottica europea e internazionale. Il proposito è altresì di contribuire a rendere più informato il protagonismo dei soggetti sociali rispetto alla rilevanza di politiche sanitarie pubbliche e universaliste.
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The right to health fragmented: differentiated autonomy and health care
Marina Davoli, Stefania Gabriele, Francesco Pallante
DOI: 1048291/SISA.69.3.2
DOI: 1048291/SISA.69.3.2 Sistema Salute, 69, 3, 2025: pp. 333-351
Il diritto alla salute frammentato: autonomia differenziata e sanità
The right to health fragmented: differentiated autonomy and health care
Marina Davoli*, Stefania Gabriele**, Francesco Pallante***
*Epidemiologo
**Ufficio parlamentare di bilancio
**Le opinioni espresse in questo articolo sono personali e non coinvolgono l’istituzione di appartenenza dell’autrice.
***Professore ordinario di Diritto costituzionale Università di Torino
Hanno contribuito Antonio Addis e Carla Ancona, epidemiologi, Dipartimento di Epidemiologia ASL Roma 1
Parole chiave: Federalismo, autonomia differenziata, sanità, divario territoriale
RIASSUNTO
L’articolo esamina le richieste di autonomia differenziata avanzate da Veneto, Lombardia ed Emilia-Romagna nella materia tutela della salute, cercando di desumerne le motivazioni e le possibili conseguenze. L’obiettivo di tali richieste non sembra essere principalmente l’appropriazione del residuo fiscale, ma l’acquisizione di maggiori poteri e l’allentamento dei vincoli di sistema. Tuttavia, da un lato la Corte Costituzionale ha confermato i limiti alla differenziazione, dall’altro lato revisioni contestuali dei criteri di riparto potrebbero influire sulle risorse assegnate alle Regioni che chiedono nuove funzioni. Inoltre, l’introduzione di meccanismi asimmetrici potrebbe acuire le differenze, in un Paese con ampi divari
territoriali. In particolare, emerge il rischio di mettere in competizione le regioni per attrarre il personale e si segnalano le possibili conseguenze sulla mobilità sanitaria. Nel campo della farmaceutica, l’obiettivo di un accesso accelerato all’innovazione rischia di sostituirsi a quello di una governance consapevole del progresso tecnico, difficilmente gestibile in modo decentrato. La differenziazione nella scuola e nella regolazione dell’ambiente può avere effetti sullo stato di salute.
Key Words: Federalism, differentiated autonomy, health care, territorial gap
SUMMARY
The article examines the requests for differentiated autonomy made by Veneto, Lombardy and Emilia-Romagna in the area of health protection, trying to infer their motivations and possible consequences. The objective of these requests does not seem to be primarily the appropriation of the fiscal residue, but the acquisition of greater powers and the loosening of systemic constraints. However, on the one hand, the Constitutional Court confirmed the limits to differentiation, on the other hand, contextual revisions of the allocation criteria could affect the resources allocated to regions requesting new functions. Moreover, the introduction of asymmetric mechanisms could exacerbate differences, in a country with wide territorial gaps. In particular, the risk of pitting regions against each other to attract staff emerges, and the possible consequences on healthcare mobility are pointed out. In the field of pharmaceuticals, the goal of accelerated access to innovation risks being substituted for the goal of aware governance of technical progress, which is hardly manageable in a decentralized way. Differentiation in school and environmental regulation may have effects on health status.
Autore per corrispondenza: stefania.gabriele@upbilancio.it
In Training. Notes on the Transformative Processes of Medical Education in Italy
Giovanna Vicarelli
DOI: 1048291/SISA.69.3.3
DOI: 1048291/SISA.69.3.3 Sistema Salute, 69, 3, 2025: pp. 352-364
In formazione. Note sui processi trasformativi della formazione medica in Italia
In Training. Notes on the Transformative Processes of Medical Education in Italy
Giovanna Vicarelli
CRISS-UNIVPM
Parole chiave: Facoltà di medicina, formazione medica, valutazione
RIASSUNTO
Il testo intende affrontare il tema dei processi trasformativi dei corsi di studio universitari della professione medica in Italia, utilizzando un approccio di tipo narrativo che guarda ai mutamenti normativi e politico/sociali negli ultimi due decenni. In questa prospettiva, la riforma nell’accesso ai corsi di laurea in medicina assume un valore marginale, peraltro accompagnato da critiche e difficoltà attuative. Nessun cambiamento profondo sembra riguardare, infatti, le modalità formative nell’ambito delle facoltà mediche che pure richiederebbero un profondo ripensamento a seguito della crisi pandemica e, più in generale, dei processi di trasformazione dei sistemi di welfare e della domanda sanitaria, oltre che degli strumenti di risposta che la medicina sembra possedere in quella che è stata definita “l’era dell’intelli-
genza artificiale”
Keywords: Medical schools, medical education, evaluation
SUMMARY
The paper examines the transformative processes affecting university medical degree programs in Italy, adopting a narrative-analytical approach that considers regulatory, political, and social developments over the past two decades. In this framework, reforms concerning access to medical education appear to hold a relatively marginal position, often accompanied by criticism and significant implementation challenges. Conversely, no substantial innovations have been introduced with regard to teaching and training methods within medical faculties—despite the evident need for a comprehensive rethinking in the aftermath of the COVID-19 pandemic and, more broadly, in response to the ongoing transformation of welfare systems, evolving healthcare needs, and the increasingly central role of medical knowledge and practice in what has been described as “the era of artificial intelligence.”
Autore per corrispondenza: m.g.vicarelli@staff.univpm.it
Healthcare workers: an essential, non-compressible resource
Marco Geddes da Filicaia, Elena Spina
DOI: 1048291/SISA.69.3.4
DOI: 1048291/SISA.69.3.4 Sistema Salute, 69, 3, 2025: pp. 365-382
Il personale sanitario: una risorsa non comprimibile
Healthcare workers: an essential, non-compressible resource
Marco Geddes da Filicaia1, Elena Spina2
1Medico epidemiologo esperto di Sanità pubblica
2Professoressa Associata di Sociologia dei processi economici e del lavoro presso Università Politecnica delle Marche
Parole chiave: Personale sanitario; sistema sanitario nazionale; crisi; femminilizzazione, nuove generazioni
RIASSUNTO
Il presente contributo si concentra sul ruolo cruciale delle risorse umane nel sistema sanitario, sottolineandone la centralità in un settore caratterizzato da elevata intensità relazionale e da una strutturale non comprimibilità della spesa. Attraverso l’analisi dei dati relativi alla composizione, all’età, al genere e alla distribuzione territoriale del personale sanitario in Italia, si evidenziano criticità legate a una cronica carenza di infermieri, a un progressivo invecchiamento della forza lavoro e a un’inadeguata programmazione formativa. Il fenomeno delle dimissioni volontarie post-pandemiche, l’emigrazione professionale e la concorrenza del settore privato rappresentano ulteriori fattori di fragilità per il SSN. L’articolo propone un insieme articolato di strategie volte al reclutamento, alla fidelizzazione e alla valorizzazione del personale, che includono interventi organizzativi, misure economiche, strumenti di welfare aziendale e una ridefinizione dei percorsi professionali. Particolare attenzione è rivolta ai processi di femminilizzazione e all’avvento di nuove generazioni nel mercato del lavoro sanitario, interpretati come leve potenziali per un ripensamento dei modelli di professionalismo e di governance sanitaria. In quest’ottica, la valorizzazione del contributo delle donne e delle nuove generazioni potrebbe porsi come elemento chiave per la costruzione di un servizio sanitario pubblico più equo, sostenibile e attrattivo.
Key words: Healthcare workforce; National health system; Workforce crisis; Feminization; New generations
SUMMARY
The paper focuses on the crucial role of human resources within the healthcare system, highlighting their centrality in a sector characterized by high relational intensity and a structurally non-compressible expenditure. Through the analysis of data concerning the composition, age, gender, and territorial distribution of healthcare personnel in Italy, critical issues emerge, including a chronic shortage of nurses, the progressive aging of the workforce, and inadequate workforce planning. The phenomenon of post-pandemic voluntary resignations, professional emigration, and competition from the private sector further exacerbate the structural fragility of the National Health Service (SSN). The article proposes a comprehensive set of strategies aimed at recruiting, retaining, and enhancing healthcare professionals, encompassing organizational interventions, economic measures, corporate welfare tools, and a redefinition of career pathways. Particular attention is devoted to the processes of feminization and the entry of new generations into the healthcare labor market, viewed as potential levers for rethinking models of professionalism and healthcare governance. In this perspective, the recognition and empowerment of the contribution of women and younger generations may represent a key element in building a more equitable, sustainable, and attractive public healthcare system.
Autore per corrispondenza: e.spina@staff.univpm.it
Patch Adams doesn’t laugh anymore: the healthcare workforce crisis between economic undervaluation and psycho-physical distress
Stefano Neri, Elena Spina
DOI:1048291/SISA.69.3.5
DOI:1048291/SISA.69.3.5 Sistema Salute, 69, 3, 2025: pp. 383-402
Patch Adams non ride più. La crisi del personale sanitario tra svalutazione economica e disagio psico-fisico
Patch Adams doesn’t laugh anymore: the healthcare workforce crisis between economic undervaluation and psycho-physical distress
Stefano Neri1, Elena Spina 2
1Professore associato di Sociologia dei processi economici e del lavoro presso Università degli Studi di Milano Statale
2Professoressa associata di Sociologia dei processi economici e del lavoro presso Università Politecnica delle Marche
Parole chiave: Servizio sanitario nazionale, personale sanitario; devalorizzazione economica; malessere psico-fisico
RIASSUNTO
La sanità pubblica italiana sta attraversando una crisi strutturale aggravata da anni di tagli e mancati investimenti, culminata con l’emergenza Covid-19. Questo scenario ha innescato un’ondata di dimissioni volontarie tra i professionisti sanitari, un fenomeno definito come “Great Resignation”. Le motivazioni principali, indagate in questo lavoro, risiedono nelle retribuzioni inadeguate anche in termini comparati, nelle condizioni lavorative insostenibili, nella scarsa valorizzazione professionale e nell’elevato carico psico-fisico. I giovani medici, in particolare, risultano i più propensi a lasciare il Servizio Sanitario Nazionale (SSN), spesso attratti da opportunità più favorevoli nel settore privato o all’estero. L’indagine qui condotta sottolinea le conseguenze del precariato e dell’eccessiva burocratizzazione, che contribuiscono alla perdita di fiducia nel sistema pubblico. Per arginare il fenomeno, vengono proposti interventi strutturali, tra cui il rafforzamento del personale, un riequilibrio tra tempo di cura e burocrazia, e un riconoscimento reale del lavoro svolto, anche sotto il profilo economico. Senza azioni tempestive, il rischio concreto è l’indebolimento irreversibile del SSN e un accesso alle cure sempre più diseguale.
Keywords: National Health Service; healthcare staff; economic undervaluation; psycho-physical distress
SUMMARY
The Italian health service is facing a structural crisis, worsened by years of budget cuts and lack of investment, culminating in the Covid-19 emergency. This scenario has triggered a wave of voluntary resignations among healthcare professionals, a phenomenon known as the “Great Resignation.” The main reasons, investigated in this paper, lie in inadequate pay also in comparative terms, unsustainable working conditions, lack of professional recognition, and a high psycho-physical workload. Young doctors, in particular, are the most likely to leave the National Health Service (SSN), often attracted by better opportunities in the private sector or abroad. The investigation also highlights the consequences of job insecurity and excessive bureaucratization, which contribute to the growing loss of trust in the public system. To address this phenomenon, structural interventions are proposed, including staff reinforcement, a better balance between care time and bureaucracy, and genuine recognition of the work performed, including its financial valuation. Without timely action, there is a real risk of the SSN being irreversibly weakened, leading to increasingly unequal access to care.
Autore per corrispondenza: stefano.neri@unimi.it
The chronic disease epidemic and the response of the health and social services network. The case of Tuscany
Paolo Francesconi, Gavino Maciocco, Luca Negrogno, Lorenzo Roti
DOI: 1048291/SISA.69.3.6
DOI: 1048291/SISA.69.3.6 Sistema Salute, 69, 3, 2025: pp. 403-430
L’epidemia delle malattie croniche e la risposta della rete dei servizi sanitari e sociali. Il caso Toscana
The chronic disease epidemic and the response of the health and social services network. The case of Tuscany
Paolo Francesconi1, Gavino Maciocco2, Luca Negrogno3, Lorenzo Roti4
1Agenzia regionale di sanità – ARS Toscana
2Università di Firenze
3Istituzione Gian Franco Minguzzi, Bologna
4ASL Toscana Centro
Parole chiave: malattie corniche, cure primarie, Toscana
RIASSUNTO
Le malattie croniche sono globalmente trascurate, nonostante la crescente consapevolezza del loro peso sulla salute. Le politiche nazionali e globali hanno fallito nel contrastarle, e in molti casi hanno contribuito a diffonderle. Esistono soluzioni molto efficaci e a basso costo per la prevenzione e il controllo delle malattie croniche; l’incapacità di adottarle è oggi un problema politico, piuttosto che tecnico» (1). Il caso Toscana al riguardo è emblematico. La politica sanitaria toscana ha avuto il merito di attivare interventi innovativi e decisamente efficaci nel controllo delle malattie croniche e, successivamente, il demerito di averne provocato il fallimento. Un raro caso di schizofrenia in politica sanitaria. Il Piano Nazionale di’ Ripresa e Resilienza ha dato un forte impulso alla riforma delle Cure primarie (DM 77/2022) ma resta del tutto incerto l’esito della loro attuazione.
Keywords: Chronic diseases, Primary care, Tuscany
SUMMARY
Chronic diseases are globally neglected, despite growing awareness of their impact on health. National and global policies have failed to combat them, and in many cases have contributed to their spread. Highly effective and low-cost solutions for the prevention and control of chronic diseases exist; the failure to adopt them is now a political, rather than technical, problem”. The case of Tuscany is emblematic in this regard. Tuscan health policy has had the merit of implementing innovative and highly effective interventions in the control of chronic diseases and, subsequently, the demerit of having caused their failure. A rare case of schizophrenia in health policy. The National Recovery and Resilience Plan has given a strong impetus to the reform of primary care (M.D. 77/2022), but the outcome of its implementation remains completely uncertain.
Autore per corrispondenza: gavino.maciocco@gmail.com
The long-term care in Italy and the Law 33/2023
Paolo Francesconi, Gavino Maciocco, Luca Negrogno, Lorenzo Roti
DOI: 1048291/SISA.69.3.7
DOI: 1048291/SISA.69.3.7 Sistema Salute, 69, 3, 2025: pp. 431-439
La non-autosufficienza negli anziani e la legge 33/2023
The long-term care in Italy and the Law 33/2023
Paolo Francesconi1, Gavino Maciocco2, Luca Negrogno3, Lorenzo Roti4
1 Agenzia regionale di sanità – ARS Toscana
2 Università di Firenze
3 Istituzione Gian Franco Minguzzi, Bologna
4 ASL Toscana Centro
Parole chiave: Non-Autosufficienza, legge 33/2023, residenze per anziani
RIASSUNTO
In Italia, sono circa 3 milioni e 860mila gli anziani non autosufficienti. Un enorme peso assistenziale che grava quasi interamente sulle famiglie e i suoi collaboratori. La famiglia rimane dunque il principale pilastro su cui fare affidamento, ma il sostegno da parte del nucleo è maggiore soprattutto tra coloro che hanno redditi bassi e si riduce al crescere delle disponibilità economiche. Di contro, il ricorso a personale a pagamento è prerogativa di coloro che hanno maggiori disponibilità economiche ed è più diffuso all’aumentare del reddito. Recentemente è stata approvata la Legge 33 del 23 marzo 2023 i cui contenuti sono vasti e inglobano una serie innumerevole d’interventi, dalla promozione dell’invecchiamento attivo, all’assistenza domiciliare, all’integrazione socio-sanitaria, all’assistenza residenziale. Ma la sua attivazione è stata sospesa, rinviata e di fatto disattesa.
Key Words: Long-term care, law 33/2023, residential care for elderly people
SUMMARY
In Italy, approximately 3.86 million elderly people are severely disabled. This enormous burden falls almost entirely on families and their caregivers. The family remains the primary pillar of support, but support from the family is greater, especially among those with low incomes, and declines as income increases. Conversely, the use of paid staff is the prerogative of those with greater financial resources and is more widespread as income increases. Law 33 of 2023, was recently passed. Its broad scope encompasses a myriad of interventions, from promoting active aging to home care, social and healthcare integration, and residential care.
Autore per corrispondenza: gavino.maciocco@gmail.com
Survey on the perception of the risk of aggression in the workplace of the prevention technicians of the local health authority. Preventive strategies and measures
Sara Gallicchio, Chiara Lorini
DOI: 1048291/SISA.69.3.8
DOI: 1048291/SISA.69.3.8 Sistema Salute, 69, 3, 2025: pp. 440-465
Indagine sulla percezione del rischio aggressioni nei luoghi di lavoro dei Tecnici della prevenzione dell’Azienda USL. Strategie e misure preventive
Survey on the perception of the risk of aggression in the workplace of the prevention technicians of the local health authority. Preventive strategies and measures
Sara Gallicchio1, Chiara Lorini2
1Tecnico della prevenzione nei luoghi e nell’ambiente di lavoro Usl Toscana Sud Est, Laurea Magistrale in Scienze delle Professioni Sanitarie della Prevenzione Università degli Studi di Firenze
2Professore Associato in Igiene Generale e Applicata Dipartimento di Scienze della Salute Sezione di Igiene, Medicina Preventiva, Infermieristica e Sanità Pubblica, Laboratorio sulla Health Literacy (HeLiLab) – Università degli Studi di Firenze
Parole chiave: tecnici della prevenzione; percezione del rischio di aggressione; violenza verbale e fisica sul luogo di lavoro; formazione sulla prevenzione della violenza nel settore sanitario; supporto psicologico; benessere degli operatori sanitari.
RIASSUNTO
Obiettivi: l’obiettivo dichiarato è analizzare le dimensioni e le caratteristiche del rischio di aggressione nei luoghi di lavoro dei tecnici della prevenzione presso l’Azienda USL Toscana Sud Est. Gli item principali si concentrano su due aspetti: identificare i fattori che influenzano la percezione del rischio di aggressione, inclusi elementi contestuali, organizzativi e personali che aumentano o mitigano tale rischio; valutare la consapevolezza e l’applicazione delle misure preventive e dei protocolli esistenti per affrontare e ridurre il rischio di aggressione nell’ambiente lavorativo. Disegno: il disegno dello studio prevede l’utilizzo di un approccio trasversale mediante il questionario QPRATdP23, personalizzato per i tecnici della prevenzione. Coinvolge l’intera popolazione di tali professionisti presso l’Azienda USL Toscana Sud Est, e prevede la progettazione e la validazione di uno strumento di indagine apposito per la raccolta dei dati.
Risultati: l’84% dei tecnici della prevenzione ha partecipato all’indagine, evidenziando un interesse rilevante per l’argomento. Emergono associazioni tra età e percezione del rischio di violenza, con differenze tra giovani operatori e senior. Solo il 32,1% identifica correttamente tutte le forme di violenza verbale. Il 59,8% subisce violenza verbale, mentre solo il 2,7% violenza fisica. I titolari delle aziende sono i principali autori di violenza (71,4%). Sebbene molti operatori dimostrino capacità di gestione autonoma delle situazioni violente, il 30% segnala difficoltà nella gestione di eventi imprevedibili. Nonostante il 22,4% segnali un impatto negativo sulla vita privata e il 30,4% sulla gratificazione, la maggior parte decide di restare nella professione, evidenziando l’importanza di ricevere formazione e supporto psicologico. Possibili Sviluppi Futuri: ulteriori ricerche longitudinali sono necessarie per valutare l’efficacia nel tempo delle strategie di prevenzione della violenza sul lavoro tra i tecnici della prevenzione. Sono essenziali modalità innovative per promuovere la partecipazione ai corsi formativi e favorire una cultura organizzativa che supporti la segnalazione e la gestione efficace degli episodi di violenza. Risulta fondamentale sia lo sviluppo di politiche e procedure efficaci coinvolgendo dirigenti, sindacati ed enti regolatori, che ulteriori indagini sui fattori influenti nella percezione del rischio e sulle strategie per migliorare la gestione della violenza verbale e fisica, insieme all’analisi dell’impatto delle strategie organizzative e del supporto psicologico sul benessere degli operatori sanitari e sulla sicurezza sul lavoro.
Key words: prevention technicians; perception of risk of aggression; verbal and physical violence on workplace; training on violence prevention in healthcare field; psychological support; healthcare operators wellbeing.
SUMMARY
Objectives: the declared aim is to analyze the dimensions and characteristics of the risk of aggression among technicians prevention workplaces in the Local Health Authority. The main items are concentrated on two aspects: to identify the factors that influence the risk of aggression perception, included of context, organizational and personal elements that increase or mitigate that risk; to evaluate the awareness and the application of preventive measures and existing procedures to face and reduce the risk of aggression in the work environment.
Methods: the study project involves the use of a cross-sectional approach by means of the QPRATdP23 survey, personalized for the prevention technicians. It involves all the professionals within the Local Health Authority South-East Tuscany, with the planning of an investigation tool, specific for data collection.
Results: eighty-four percent of the technicians of prevention participated, highlighting a relevant interest for the topic. Associations emerged between age and perception of risk of violence, with differences between young and senior operators. Only 32.1% correctly identify all the forms of verbal violence, 598% undergoes to verbal violence, while only 2.7% experience physical violence. The company owners are the main perpetrators of violence (71.4%). Although many operators demonstrate the ability to autonomously manage violent situations, 30% manifests difficulties on handling unpredictable events. Despite 22.4% reports a negative impact on private life and 30.4% on gratification, most of them decide to remain in their professions, emphasizing the importance of receiving training and psychological support. Possible Future Developments: further longitudinal research is needed to assess the long-term effectiveness of workplace violence prevention strategies among prevention technicians. Innovative methods are essential to promote participation in training courses and to encourage an organizational culture that supports the reporting and the effective management of violent episodes. The development of effective policies and procedures involving managers, unions, and regulatory bodies is crucial, as are further investigations into factors influencing risk perception and strategies to improve the management of verbal and physical violence, along with the analysis of the impact of organizational strategies and psychological support on healthcare workers’ well-being and workplace safety.
Autore per corrispondenza: sara.gallicchio@uslsudest.toscana.it, sara.gallicchio@gmail.com
Interpersonal, psychosocial, and therapeutic factors for supporting child mental health
Aldo Diavoletto, Franca Bottiglieri, Marianna Sessa, Anna Tortorella, Giulia Savarese, Luna Carpinelli
DOI: 1048291/SISA.69.3.9
DOI: 1048291/SISA.69.3.9 Sistema Salute, 69, 3, 2025: pp. 466-477
Fattori interpersonali, psicosociali e terapeutici per il sostegno alla salute mentale infantile
Interpersonal, psychosocial, and therapeutic factors for supporting child mental health
Aldo Diavoletto1, Franca Bottiglieri1, Marianna Sessa2, Anna Tortorella2, Giulia Savarese3, Luna Carpinelli3
1Unità operativa di Neuropsichiatria Infanzia e adolescenza Salerno – Asl Salerno
2Servizio di Psicologia di Base Ds 67 – Asl Salerno
3Dipartimento di Medicina, Chirurgia, Odontoiatria “Scuola Medica Salernitana”, Università di Salerno
Parole chiave: salute mentale, età evolutiva, relazioni precoci
RIASSUNTO
Obiettivi: il presente contributo si propone di analizzare e riflettere criticamente sulle azioni necessarie per promuovere la salute mentale in età evolutiva. L’obiettivo principale è identificare i fattori determinanti e le strategie di intervento che possano sostenere lo sviluppo psicologico dei minori, rafforzando la resilienza individuale e collettiva, favorendo l’inclusione sociale e contrastando lo stigma legato ai disturbi neuropsichiatrici.
Metodi: l’elaborazione si basa su una revisione narrativa della letteratura scientifica più recente, integrata con l’analisi dei principali modelli teorici e delle pratiche cliniche attualmente in uso nei servizi di Neuropsichiatria Infantile. Particolare attenzione è stata rivolta agli ambiti della genitorialità nei casi di disturbi del neurosviluppo, alle dinamiche relazionali precoci nell’infanzia, e all’importanza della formazione e sensibilizzazione (mental health literacy) per genitori e operatori.
Risultati: l’analisi ha evidenziato come le strategie di promozione della salute mentale debbano essere multidimensionali, coinvolgendo interventi precoci nella relazione genitore-bambino, il sostegno alle famiglie in situazioni di vulnerabilità, la promozione di contesti scolastici inclusivi e l’implementazione di programmi di alfabetizzazione sulla salute mentale. Tali approcci risultano efficaci nel ridurre lo stigma e nel facilitare l’accesso ai servizi da parte di minori e famiglie.
Conclusioni: la promozione della salute mentale in età evolutiva deve essere considerata un’area di intervento centrale e strutturale all’interno della Neuropsichiatria Infantile. Affiancare tali pratiche all’attività clinica tradizionale permette di adottare un modello integrato e preventivo, volto a garantire il benessere psicologico dei minori e a favorire l’inclusione sociale delle fasce più vulnerabili della popolazione.
Keywords: mental health, developmental age, early relationships
SUMMARY
Objectives: this paper aims to critically analyze and reflect on the actions necessary to promote mental health during developmental age. The primary objective is to identify key determinants and intervention strategies that support the psychological development of children and adolescents, strengthen individual and collective resilience, foster social inclusion, and combat stigma related to neuropsychiatric disorders.
Methods: the study is based on a narrative review of the most recent scientific literature, integrated with an analysis of the main theoretical models and current clinical practices adopted in Child and Adolescent Neuropsychiatry services. Particular attention has been devoted to parenting in cases of neurodevelopmental disorders, early relational dynamics in infancy, and the role of mental health literacy initiatives targeting parents and professionals.
Results: the analysis highlights the need for multidimensional strategies in promoting mental health, including early interventions focused on parent-child relationships, support for families in vulnerable conditions, the promotion of inclusive educational environments, and the implementation of mental health literacy programs. These approaches effectively reduce stigma and facilitate access to services for children and their families.
Conclusions: the promotion of mental health during childhood and adolescence should be considered a core and structural component of Child and Adolescent Neuropsychiatry. Integrating these practices with traditional clinical care enables the adoption of a preventive and comprehensive model aimed at ensuring the psychological well-being of minors and fostering the social inclusion of the most vulnerable populations.
Autore per corrispondenza: gsvarese@unisa.it
Historical roots of a failure, from public health service to privatized health service
Lamberto Briziarelli
DOI: 1048291/SISA.69.3.10
DOI: 1048291/SISA.69.3.10 Sistema Salute, 69, 3, 2025: pp. 478-489
Radici storiche di un fallimento, da servizio sanitario pubblico a servizio sanitario privatizzato
Historical roots of a failure, from public health service to privatized health service
Lamberto Briziarelli
Già professore di Igiene, Università degli Studi di Perugia
Introduzione
“La storia non finisce mai”, è un continuum di nuovi fatti, ricorrenti o spaventosamente nuovi. Ma è indispensabile poiché ci aiuta a capire quasi sempre le ragioni degli eventi che racconta. Oggi purtroppo i più, non solo le giovani generazioni, sembrano non conoscerla affatto o comunque si comportano come se non la conoscessero. Spero che gli storici veraci non me ne vogliano se entro nel loro campo, per essere stato protagonista a due livelli, fino dagli anni “60, come parte dei movimenti – attivista, sindacalista- e professionista nel gruppo guidato da Alessandro Seppilli che dette il maggior contributo alla costruzione del SSN in Italia. Mi occuperò di un periodo fondamentale nella storia del nostro Paese dopo la seconda grande guerra, contraddistinto da due fasi, diversamente motivate e di indirizzo assolutamente contrario, una di crescita e sviluppo, un’altra in continuo discendere fino a livelli considerevolmente più bassi, molto negativi per l’intera collettività nazionale.
Un paradigma relazionale per rigenerare il welfare sanitario: il laboratorio di Piano B - Carla Collicelli
OPEN ACCESS
Sistema Salute, 69, 3, 2025: pp. 490-508
Un paradigma relazionale per rigenerare il welfare sanitario: il laboratorio di Piano B
Carla Collicelli
Il documento è stato presentato nel corso del primo evento pubblico orgsanizzato il 15 marzo 2025 da Piano B, l’iniziativa lanciata da alcuni studiosi, esperti, docenti e attivisti interessati a valorizzare la vitalità della società civile per un rinnovamento della politica dal basso e sulla base di un paradigma relazionale. La pubblicazione del volume di Donzelli (Piano B. Uno spartito per rigenerare l’Italia, 2024) chiarisce gli obiettivi, i concetti chiave ed alcune specifiche settoriali del modello di rigenerazione che si intende portare avanti attraverso il coinvolgimento delle forze vitali della società civile. Per quanto riguarda salute e sanità, a seguito della presentazione il 15 marzo del documento, si è costituito un Laboratorio virtuale ed un Gruppo Whatsapp (Spartito PianoB – SANITA Community)con circa 100 aderenti, che ha cominciato a lavorare scambiandosi idee e notizie.
Health Promotion requires a strong WHO institutional backing
IUHPE
OPEN ACCESS
Health Promotion requires a strong WHO institutional backing
IUHPE (International Union for Health Promotion and Education)
28.07.2025
