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Volume 69 n. 4

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Indice

Pubblichiamo in questo numero nella sezione monografica contributi presentati al congresso europeo “Diritti, Responsabilità e Risorse nei Servizi di Salute Mentale Europei. Orientamento comunitario, esperienze innovative e coinvolgimento degli utenti”, organizzato da WAPR (World Association for Psychosocial Rehabilitation) nel novembre 2024. Il lavoro è stato curato da Gabriele Rocca e Maria Patrizia Lorenzetti. Un ampio e approfondito panorama del quadro europeo relativo a criticità e prospetive per la salute mentale nei servizi e nella comunità. A seguire due contributi. Il primo, di Giovanna Elisa Calabrò et al., propone una definizione operativa del concetto di Patient Access che si configuri come uno strumento efficace e completo per una diagnosi dei problemi di accesso all’assistenza sanitaria e sociosanitaria e per promuovere interventi indirizzati a migliorarne l’equità. Infine, Zina Picciuca et al. presenta Hand Hygien Program, che consente il monitoraggio della compliance all’igiene delle mani da parte degli operatori sanitari in maniera automatizzata.

DOI: 10.48291/SISA.69.4.1                                                                                           Sistema Salute, 69, 4, 2025: pp. 521-524

Editoriale

Etica e promozione della salute

 Ethic for health promotion

Giancarlo Pocetta

Accade talvolta che in redazione giungano mail o telefonate da parte di operatori e ricercatori che chiedono informazioni a proposito delle regole etiche da ottemperare per la pubblicazione dei loro lavori. Oppure capita che in sede di revisione editoriale dei manoscritti sottoposti per la pubblicazione siamo costretti a rinviare il testo al corresponding author per il non adempimento ai requisiti richiesti dalle norme editoriali di Sistema Salute (Etica della pubblicazione – Edizioni Cultura Salute). A tutti ricordiamo in prima istanza che le nostre pubblicazioni adottano esplicitamente le regole internazionali – a partire dalla Dichiarazione di Helsinki e suoi aggiornamenti1 – che sovrintendono alle regole etiche per la pubblicazione. In ogni caso, tutto ciò suggerisce una riflessione su un tema che per la promozione della salute è estremamente caldo, ovvero quello della dimensione etica nella promozione della salute.

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DOI: 10.48291/SISA.69.4.2                                                                                            Sistema Salute, 69, 4, 2025: pp.525-535

Salute mentale e diritti: criticità e prospettive in Europa/ Mental health and rights: critical issues and prospects in Europe

M. Patrizia Lorenzetti a, Gabriele Rocca b

a Psichiatra, Psicoterapeuta, Board at Large della WAPR

b Psichiatra, Psicoterapeuta, Immediate Past President della WAPR

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DOI: 10.48291/SISA.69.4.3                                                                                         Sistema Salute, 69, 4, 2025: pp. 536-545

Cittadinanza e diritti

Recovering Citizenship. Supporting people in their everyday lives

Recuperare la cittadinanza. Sostenere le persone nella loro vita quotidiana

Marit Borg*, Trude Klevan**

*Professor emerita

**Trude Klevan. Professor

Department of Health, Social and Welfare Studies, University of South-Eastern Norway. Norway

SUMMARY

Recovery and citizenship are concepts and perspectives that vary across different social, political and cultural contexts. In this paper we will explore and discuss these concepts by drawing on research literature as well as the knowledge base of people with lived experiences of mental distress. In the developments of community mental health care and rights-based practices, it is important to be aware of the roots of recovery and citizenship. Both concepts are rooted in radical movements and revolts against the dominant psychiatric paradigm, inhumane services, marginalization and social exclusion. Recovery and citizenship emphasize humanity, equal worth, mattering, fairness and dignity of all people and groups. To support people experiencing mental health issues in their everyday life, rights-based mental health care is a critical domain that necessitates heightened awareness and focused attention from both practitioners and services. Mental health is shaped by social and structural factors and there is a need to address social determinants, eliminate barriers in society and services, and improve access to rights-based care.

RIASSUNTO

Recovery e cittadinanza sono concetti e visioni che variano attraverso i diversi contesti sociali, politici e culturali. In questo articolo analizzeremo e approfondiremo questi concetti a partire dalla revisione della letteratura così come dalla conoscenza delle persone che hanno esperienza personale di disagio psichico. Nel promuovere la salute mentale di comunità e le pratiche basate sui diritti, è importante considerare le origini della recovery e dei diritti di cittadinanza. Entrambi i concetti nascono con i movimenti radicali e le rivolte contro il paradigma psichiatrico dominante, i servizi disumanizzanti, la marginalizzazione e l’esclusione sociale. Recovery e cittadinanza danno valore a umanità, equità, giustizia, apprezzamento e dignità per tutte le persone e tutti i gruppi. La cura della salute mentale basata sui diritti è un ambito critico che, per supportare le persone che sperimentano la malattia mentale nella loro vita quotidiana, necessita di elevata consapevolezza e di specifica attenzione focalizzata da parte degli operatori e dei servizi. La salute mentale è la risultante di fattori sociali e strutturali per questo è necessario affrontare i determinanti sociali, eliminare le barriere nella società e nei servizi come migliorare l’accesso ad una cura basata sui diritti.

Autore per corrispondenza: marit.borg@usn.no

DOI: 10.48291/SISA.69.4.4                                                                                       Sistema Salute, 69, 4, 2025: pp. 546-560

Disuguaglianze e diritti in salute mentale oggi. L’impatto sulle politiche e sulle pratiche

Inequalities and rights in mental health today. Impact on policies and practices

Roberto Mezzina

Federazione Mondiale per la Salute Mentale, Vicepresidente (Regione Europea)

 

Parole chiave: disuguaglianza sociale, equità sanitaria, diritti umani, determinanti sociali della salute mentale, intersezionalità.

RIASSUNTO

Obiettivi: l’articolo approfondisce il tema della disuguaglianza nella salute mentale, in relazione ai diritti, come sottolineato dall’Organizzazione Mondiale della Sanità, e l’impatto di politiche, pratiche e programmi su di essa.

Metodi: analisi della letteratura, in particolare delle review, dei documenti internazionali e delle evidenze di ricerca ed empiriche. La prima parte è dedicata alla definizione della vulnerabilità come condizione che raggruppa diversi determinanti sociali di salute ‘strutturali’ e che costituisce una esposizione al rischio per la salute mentale. Il tema dell’accesso ai servizi rappresenta un ulteriore fattore discriminante che impatta sull’equità in salute. Viene discusso quindi il tema dell’intersezionalità attraverso alcuni esempi internazionali che riguardano minoranze etniche sottoposte a discriminazione e il loro impatto sulle disuguaglianze di salute mentale.

Risultati: l’equità in salute mentale viene studiata come esito primario di questi fattori interconnessi e interagenti. Viene considerato il contesto europeo in riferimento all’equità in salute mentale (Rapporto della Commissione dell’UE), ed il contesto italiano, laddove la residenzialità presenta rischi di neo-istituzionalizzazione ed esclusione sociale. Gli interventi evidence based sui determinanti sociali sono discussi insieme con i cambiamenti di sistema che si focalizzano sulla dimensione comunitaria e di prossimità, ad accesso aperto, ma anche basata sulla partecipazione degli stakeholder e sulla coproduzione dei servizi di salute mentale.

Conclusioni: l’equità in salute mentale si può raggiungere attraverso l’azione combinata di trasformazione su tutti gli aspetti di sistema, come indicato dal WHO.

Keywords: social inequality, health equity, human rights, social determinants of mental health, intersectionality.

SUMMARY

Objectives: the article explores the issue of inequality in mental health, in relationship with rights, as pointed out by the World Health Organization, and the impact of policies, practices and programs on it.

Methods: analysis of literature, especially reviews, including international documents, research and empirical evidences. The first part is dedicated to the definition of vulnerability as a condition that groups together several ‘structural’ social determinants of health and that constitutes exposure to mental health risk. The issue of access to services is a factor especially impacting on health equity. Intersectionality is then discussed through studies involving ethnic minorities subjected to discrimination and their impact on mental health inequalities.

Results: equity in mental health is studied as the primary outcome of these interconnected and interacting factors. The European context with reference to equity in mental health is considered (report of the EU Commission), as well as the Italian context, whereas residential care represents risks of neo-institutionalization and social exclusion. Evidence-based interventions on social determinants are discussed together with system changes that focus on the community and proximity dimension, with open access, but also based on stakeholder participation and co-production of mental health services.

Conclusions: equity in mental health can be achieved through combined action of transformation on all these systemic aspects, as indicated by the WHO.

Autore per corrispondenza: romezzin@gmail.com

DOI: 10.48291/SISA.69.4.5                                                                                         Sistema Salute, 69, 4, 2025: pp. 561-573

Il quadro europeo

La salute mentale di comunità in Europa: il quadro attuale e la JA ImpleMENTAL

Community Mental Health in Europe: current scenario and JA ImpleMENTAL

Angelo Barbato, Barbara D’Avanzo

Laboratorio di Valutazione della Qualità delle Cure e dei Servizi. Istituto di Ricerche

Farmacologiche Mario Negri, Milano

Parole chiave: salute mentale di comunità, Unione Europea, deistituzionalizzazione; formazione

RIASSUNTO

La necessità di una transizione in salute mentale da un modello di cura basato su grandi istituzioni di ricovero a un approccio post-istituzionale fondato su servizi decentrati diffusi nella comunità è stato raccomandato con forza dagli ultimi documenti dell’OMS, a cui si sono adeguate le istituzioni dell’Unione Europea con una serie di indicazioni per gli stati membri. Sono stati avanzati dubbi sull’effettiva attuazione di queste indicazioni e una recente analisi ha verificato se il percorso in direzione di un modello comunitario di salute mentale è in corso in Europa e con quali risultati. Il confronto tra i diversi stati è reso difficile dalla disomogeneità dei dati sui servizi e dall’incompletezza della loro raccolta. Risulta comunque che in molti stati il ricorso al ricovero psichiatrico è assai rilevante e in alcuni di essi gli ospedali psichiatrici conservano un ruolo importante. Soluzioni alternative rappresentate da équipe mobili e residenze di piccole dimensioni nella comunità sono solo parzialmente adottate. Inoltre i nuovi servizi comunitari, anche se esistono, spesso affiancano senza sostituirle le istituzioni tradizionali. Per ovviare alla difficoltà di realizzare concretamente provvedimenti legislativi e indicazioni programmatiche teoricamente condivisi, l’Unione ha messo in atto progetti speciali per disseminare nei vari paesi buone pratiche per sostenere lo sviluppo dei servizi comunitari, promuovendo anche un’adeguata attenzione ai sistemi informativi. Uno di questi progetti, la Joint Action ImpleMental, che viene descritta in questo documento, ha utilizzato a questo scopo la realizzazione di iniziative formative su temi specifici dirette a gruppi di operatori psichiatrici di undici paesi europei. Presupposti, modalità operative, risultati e limiti del progetto sono criticamente discussi.

Autore per corrispondenza: barbara.davanzo@marionegri.it

Keywords: community mental health, European Union, deinstitutionalization, training.

SUMMARY

The transition in mental health care from an institutional model towards a post-institutional approach relying on a network of community-based services has been strongly recommended by last WHO documents. The European Union followed the WHO framework endorsing the community care model through a series of indications directed to the member states. However, to what extent this policy has been implemented, remains to be seen. A recent analysis assessed the status of the transition towards community care in European mental health services. The comparison between countries is difficult because of uneven service definitions, differences in data collection and amount of missing data. The use of inpatient care is widespread and mental hospitals still retain a role in care delivery in a number of countries. Alternative solutions, such as mobile teams or small community residences, were only partly adopted. Moreover, new services, even were implemented, were added to the old institutions, such as mental hospitals, without replacing them. To overcome the difficulties in implementing a policy on paper widely endorsed, the Union set up special projects to disseminate across the countries best practices to foster the development of community care supported by adequate information systems. Here we present one of such projects, the Joint Action Implemental, aimed at the realization of training programs on specific aspects of innovative approaches to community care, targeted to health and social professionals of eleven countries. Basic assumptions, operating modes, results and limitations of the project are discussed.

DOI: 10.48291/SISA.69.4.6                                                                                          Sistema Salute, 69, 4, 2025: pp. 574-589

History, Current Situation and perspectives of Psychosocial Rehabilitation services and practices in Spain

(Presented in the WAPR Meeting in Torino, 2024)

Storia, situazione attuale e prospettive dei servizi e delle pratiche di riabilitazione psicosociale in Spagna

Ricardo Guinea

MD, Past WAPR President. Past FEARP President.

Consultant in Neural Universitaria day Hospital Madrid, Spain

Key words: Psychosocial Rehabilitation, Spanish Psychiatric Reform, FEARP, State of art.

SUMMARY

This paper summarizes the implementation, evolution and current situation of Psychosocial Rehabilitation (PSR) practices in Spain. The Spanish Psychiatric reform started in 1986, with the enforcement of the General Health Law. Its implementation was slow but quite successful; a huge array of new services have been created and accessibility to quality services has been widely improved. Since its creation FEARP (the WAPR Spanish Branch) had a relevant role in dissemination in Spain of PSR values and practices, has been involved in many training activities and has been an advisory element for policy-makers. Now, after about 35 years of evolution of the model, we see a huge development in creation of services and dissemination of quality and modern practices. However, as could be expected, some limitations in accessibility, funding or quality are still present. The paper also will offer some reflections and speculations about possible future landscapes and trends in PSR and mental health practices in the future. This paper summarizes the implementation, evolution and current situation of Psychosocial Rehabilitation (PSR) practices in Spain. The Spanish Psychiatric reform started in 1986, with the enforcement of the General Health Law. Its implementation was slow but quite successful; a huge array of new services have been created and accessibility to quality services has been widely improved. Since its creation FEARP (the WAPR Spanish Branch) had a relevant role in dissemination in Spain of PSR values and practices, has been involved in many training activities and has been an advisory element for policymakers. Now, after about 35 years of evolution of the model, we see a huge development in creation of services and dissemination of quality and modern practices. However, as could be expected, some limitations in accessibility, funding or quality are still present. The paper also will offer some reflections and speculations about possible future landscapes and trends in PSR and mental health practices in the future.

Parole chiave: riabilitazione psicosociale, Riforma Psichiatrica Spagnola, FEARP (Federazione Spagnola delle Associazioni di Riabilitazione Psicosociale), Stato dell’arte.

RIASSUNTO

L’articolo riassume l’ implementazione, l’evoluzione e la situazione attuale delle pratiche di riabilitazione psicosociale (PSR) in Spagna. La riforma psichiatrica spagnola è iniziata nel 1986, con l’entrata in vigore della Legge Generale sulla Salute. La sua attuazione è stata lenta ma piuttosto efficace; è stata creata una vasta gamma di nuovi servizi ed è stata ampiamente migliorata l’accessibilità a servizi di qualità. Fin dalla sua creazione, la FEARP (branca spagnola della WAPR) ha svolto un ruolo rilevante nella diffusione dei valori e delle pratiche della PSR in Spagna, è stata impegnata in numerose attività di formazione ed è stata un riferimento di consultivo per i responsabili politici. Attualmente, dopo circa 35 anni di sviluppo del modello, assistiamo a un notevole incremento nella creazione di servizi e nella diffusione di pratiche moderne e di qualità. Tuttavia, come era prevedibile, permangono ancora alcune limitazioni relative all’accessibilità, al finanziamento o alla qualità. L’articolo propone anche alcune riflessioni e ipotesi sui possibili scenari e sulle tendenze della PSR e delle pratiche di salute mentale nei prossimi anni.

 

Autore per corrispondenza: guinea@rguinea.info

DOI: 10.48291/SISA.69.4.7                                                                                       Sistema Salute, 69, 4, 2025: pp. 590-599

Psychiatric reform in Greece: Vision, reality and an administrative turning point

La riforma psichiatrica in Grecia: Visione, realtà e una svolta amministrativa

Alexandra Palli

World Association of Psychosocial Rehabilitation-Greek Branch

Psychoeducation NGO, Athens, Greece

University Mental Health, Neurosciences and Precision Medicine Research Institute “Costas Stefanis” UMHRI, Athens Greece

Keywords: psychiatric reform, community mental health, sectorisation, involuntary admissions, mental health policy, needs assessment

SUMMARY

Objectives: to critically assess the progress and challenges of psychiatric reform in Greece, focusing on community care development, sectorisation, involuntary admissions, and funding sustainability.

Results: Greece has made significant strides in psychiatric reform, including the closure of major psychiatric asylums and the reintegration of thousands of patients into community-based care. However, the expansion of community services remains uneven, with vulnerable populations, such as refugees and children, underserved. Despite the legislative mandate for sectorisation, Greece’s mental health system faces challenges of uneven service distribution, workforce shortages, and inadequate funding. The most recent reform, Law 5129/2024, attempts to unify the mental health sector but raises concerns about potential bureaucracy, extremely oversized hypersectors, lack of consultation with stakeholders, and further regional disparities. Involuntary admissions remain high, with associated negative effects on patient autonomy and treatment satisfaction. Workforce shortages and underfunding threaten public sector capacity, while growing privatization pressures risk exacerbating inequities.

Conclusions: while Greece’s psychiatric reform shows important progress, foundational goals remain only partially realized. To avoid regression, actions are needed to reconsider adequate sectorisation, protect patient rights, secure sustainable funding, and strengthen public mental health services to ensure equitable, community-based care.

Parole chiave: riforma psichiatrica, salute mentale comunitaria, settorizzazione, ammissioni involontarie, politiche sanitarie, valutazione dei bisogni.

RIASSUNTO

Obiettivi: valutare criticamente i progressi e le sfide della riforma psichiatrica in Grecia, concentrandosi sullo sviluppo della cura comunitaria, la settorizzazione, le ammissioni involontarie e la sostenibilità del finanziamento.

Metodi: questo studio analizza documenti legislativi, piani nazionali di riforma e studi empirici sulla cura psichiatrica, insieme al contributo di professionisti e organi di controllo. Si pone particolare attenzione al contesto storico e agli sviluppi, incluso il ruolo dell’Unione Europea e l’impatto dei recenti cambiamenti legislativi.

Risultati: la Grecia ha compiuto progressi significativi nella riforma della salute mentale, inclusa la chiusura di grandi ospedali psichiatrici e la presa in carico di migliaia di pazienti nei servizi di comunità. Tuttavia, l’espansione dei servizi comunitari rimane disomogenea, con popolazioni vulnerabili, come rifugiati e bambini, non adeguatamente assistite. Nonostante il mandato legislativo per la settorizzazione, il sistema di salute mentale greco affronta sfide relative alla distribuzione disomogenea dei servizi, alla carenza di personale e ai finanziamenti insufficienti. La riforma più recente, la Legge 5129/2024, tenta di unificare il settore della salute mentale, ma suscita preoccupazioni riguardo alla possibile burocratizzazione, a ipersettori estremamente sovradimensionati, alla mancanza di consultazione con gli stakeholder e alle ulteriori disparità regionali. Il numero delle ammissioni involontarie rimane elevato, con effetti negativi sull’autonomia del paziente e sulla soddisfazione del trattamento. La carenza di personale e i finanziamenti insufficienti minacciano la capacità del settore pubblico, mentre la crescente pressione della privatizzazione rischia di accentuare le disuguaglianze.

Conclusioni: sebbene la riforma psichiatrica in Grecia abbia fatto significativi progressi, gli obiettivi fondamentali rimangono solo parzialmente raggiunti. Per evitare un regresso e garantire un equo accesso alla cura, è necessario applicare adeguatamente la settorizzazione, proteggere i diritti dei pazienti, garantire finanziamenti sostenibili e rafforzare i servizi di salute mentale di comunità.

Autore per corrispondenza: alexpalli.psychologist@gmail.com

DOI: 10.48291/SISA.69.4.8                                                                                      Sistema Salute, 69, 4, 2025: pp. 600-609

Protagonisti

Il ruolo del familiare nella salute mentale: esperienze, opportunità e una visione per un futuro partecipato

The Role of the Family Member in Mental Health: Experiences, Opportunities, and a Vision for a Participatory Future

Errico Landi 1, Teresa Nicolini 2

1 familiare esperto, membro del direttivo WAPR internazionale e presidente dell’Associazione Le Fatiche di Ercole ODV

2 familiare esperto, membro del direttivo WAPR Italia

Parole chiave: Salute mentale, Recovery, Fareassieme, Empowerment, Volontariato

RIASSUNTO

Obiettivi: analizzare il ruolo dei familiari nella salute mentale, evidenziando le barriere esistenti, l’importanza della partecipazione nei percorsi di recovery e il valore del modello bio-psico-sociale.

Metodi: revisione concettuale della letteratura recente, esperienze dirette e analisi di documenti istituzionali internazionali.

Risultati: persistono discriminazioni, rigidità organizzative e scarsità di risorse; tuttavia, il coinvolgimento dei familiari si conferma essenziale per percorsi efficaci di salute mentale e per una governance partecipativa.

Conclusioni: è necessario un cambiamento culturale profondo che promuova il fare assieme, valorizzi la rete sociale e tuteli i diritti di utenti e familiari, superando i modelli basati esclusivamente sulla logica del profitto.

DOI: 10.48291/SISA.69.4.8

Sistema Salute, 69, 4, 2025: pp. 600-609

Protagonisti

Il ruolo del familiare nella salute mentale: esperienze, opportunità e

una visione per un futuro partecipato

The Role of the Family Member in Mental Health: Experiences,

Opportunities, and a Vision for a Participatory Future

Errico Landi 1, Teresa Nicolini 2

1 familiare esperto, membro del direttivo WAPR internazionale e presidente dell’Associazione Le Fatiche

di Ercole ODV

2 familiare esperto, membro del direttivo WAPR Italia

Parole chiave: Salute mentale, Recovery, Fareassieme, Empowerment, Volontariato

RIASSUNTO

Obiettivi: analizzare il ruolo dei familiari nella salute mentale, evidenziando le barriere esistenti, l’impor-

tanza della partecipazione nei percorsi di recovery e il valore del modello bio-psico-sociale.

Metodi: revisione concettuale della letteratura recente, esperienze dirette e analisi di documenti istitu-

zionali internazionali.

Risultati: persistono discriminazioni, rigidità organizzative e scarsità di risorse; tuttavia, il coinvolgi-

mento dei familiari si conferma essenziale per percorsi efficaci di salute mentale e per una governance

partecipativa.

Conclusioni: è necessario un cambiamento culturale profondo che promuova il fareassieme, valorizzi la

rete sociale e tuteli i diritti di utenti e familiari, superando i modelli basati esclusivamente sulla logica

del profitto.

Autore per corrispondenza: erricolandi@gmail.com

Keywords: Mental health, Recovery, Working together, Empowerment, Volunteering

SUMMARY

Objectives: to analyze the role of family members in mental health, highlighting existing barriers, the importance of their involvement in recovery processes, and the value of the bio-psycho-social model.

Methods: conceptual review of recent literature, direct experiences, and analysis of international institutional documents.

Results: discrimination, organizational rigidity, and resource scarcity persist; however, the involvement of family members remains essential for effective mental health pathways and participatory governance.

Conclusions: a profound cultural change is needed to promote working together (fareassieme), enhance social networks, and safeguard the rights of users and family members, overcoming models based solely on profit logic.

DOI: 10.48291/SISA.69.4.9                                                                                         Sistema Salute, 69, 4, 2025: pp. 610-623

Protagonismo e sapere esperienziale nella Salute Mentale di Comunità

Protagonism and experiential knowledge in Community Mental Health

Luca Boccanegra*, Paolo Macchia**, Davide Motto***

*esperto in supporto tra pari, vice presidente della Rete Utenti salute mentale della Lombardia (RUL)

** esperto in supporto tra pari, presidente della Rete Utenti salute mentale della Lombardia (RUL)

*** cooperativa Lotta contro l’Emarginazione, vice presidente della WAPR Italia

Parole chiave: recovery, empowerment, supporto tra pari, sapere esperienziale, gruppi di difesa dei diritti

RIASSUNTO

Il testo, nato dall’operatività di due esperti in supporto tra pari e di un operatore, sottolinea la necessità di un cambiamento di paradigma, basato sui concetti di recovery ed empowerment. I contributi dei tre autori dialogano tra loro attraverso reciproci commenti ai testi.L’obiettivo è spostare l’attenzione dalla malattia al protagonismo della persona. In quest’ottica il terzo settore è visto come un attore chiave per costruire alleanze e promuovere, in accordo con i servizi territoriali sociali e sanitari, il budget di salute. La figura dell’esperto in supporto tra pari è considerata un valore aggiunto fondamentale. L’implementazione del budget di salute di comunità, sostenuta anche dalla collaborazione con gli ESP, è cruciale per superare i servizi standardizzati e la frammentazione delle risorse, realizzando un sistema di cura realmente integrato. Nonostante le sfide di sostenibilità, la voce degli utenti nei tavoli decisionali è essenziale per un servizio più attento, migliore e partecipativo.

Autore per corrispondenza: lucaboccanegra@gmail.com

Key Words: recovery, empowerment, peer support, experiential knowledge, advocacy groups

SUMMARY

The text, developed by two peer support experts and a community health worker, emphasizes the need for a paradigm shift based on the concepts of recovery and empowerment. The three authors’ contributions engage with each other through mutual commentary on the texts. The goal is to shift the focus from illness to the individual’s empowerment. From this perspective, the third sector is seen as a key player in building alliances and promoting, in collaboration with local social and health services, the health budget. The role of the peer support expert is considered a fundamental added value. The implementation of the community health budget, also supported by collaboration with ESPs, is crucial for overcoming standardized services and resource fragmentation, creating a truly integrated care system. Despite sustainability challenges, the voice of users at decision-making tables is essential for a more attentive, improved, and participatory service.

DOI: 10.48291/SISA.69.4.10                                                                                       Sistema Salute, 69, 4, 2025: pp. 624-630

Le sfide

Considerare la soggettività: una necessità per gli operatori della riabilitazione psicosociale

Considering subjectivity. A need for psychosocial rehabilitation practitioners

Germana Agnetti

Co-direttore scuola di Psicoterapia Insegnamento e Ricerca Individuo e Sistemi

Parole chiave: soggettività, diritti, mentalizzazione, riabilitazione psicosociale

RIASSUNTO

Obiettivi: l’articolo esamina il concetto di soggettività come aspetto chiave di una riabilitazione psicosociale fondata sui diritti.

Metodi: a tal fine viene presa in considerazione da un lato, l’eredità di Basaglia e i processi innescati dai fenomeni di de istituzionalizzazione e dei movimenti degli utenti come elementi che concorrono a una soggettività collettiva, dall’’altro la questione del diritto alla scelta e la mentalizzazione come elemento cardine della soggettività individuale.

Conclusioni: necessità di ibridare alcune conoscenze che provengono dalla psicologia con la prassi riabilitativa e necessità di una formazione che tenga in conto le questioni che ci pone la soggettività.

Keywords: subjectivity, rights, mentalization, psychosocial rehabilitation

SUMMARY

Objectives :the article examines the concept of subjectivity as a key aspect of rights-based psychosocial rehabilitation.

Methods: to this end, it considers, on the one hand, the legacy of Basaglia and the processes triggered by the phenomena of deinstitutionalization and user movements as elements that contribute to a collective subjectness, and on the other hand, the issue of the right to choose and mentalization as a pivotal element of individual subjectivity.

Conclusions: need to hybridize some knowledge that comes from psychology with rehabilitation practice, and need for training that takes into account the questions that subjectivity poses to us.

Autore per corrispondenza: agnettig@gmail.com

DOI: 10.48291/SISA.69.4.11                                                                                      Sistema Salute, 69, 4, 2025: pp. 631-643

Le sfide che deve affrontare oggi la riabilitazione psichiatrica. Limiti e possibilità

Rethinking current psychiatric rehabilitation: challenges and possibilities

Paola Carozza*, Spyridon Zotos**

*Direttore UOC CSM Ovest Ausl Ferrara – WAPR Deputy Vice President Europa

**Medico Psichiatra Responsabile PDTA Programma Esordi Ausl Ferrara – Membro del Direttivo WAPR Italia

Parole chiave: riabilitazione psichiatrica, pratica basata sull’evidenza, personalizzazione degli interventi psichiatria di comunità, formazione degli operatori

RIASSUNTO

Obiettivi: il presente articolo si propone di riflettere criticamente sulla condizione attuale della riabilitazione psichiatrica in Italia, evidenziandone le principali criticità e possibilità evolutive. L’obiettivo centrale è promuovere un approccio alla riabilitazione che non si limiti all’implementazione di interventi standardizzati, ma valorizzi la complessità delle pratiche professionali e delle relazioni terapeutiche.

Metodi: attraverso una revisione critica della letteratura e una riflessione basata sull’esperienza clinica e organizzativa maturata in contesti pubblici, vengono analizzati i limiti attuali della riabilitazione psichiatrica, mettendone in luce le contraddizioni, la debole strutturazione metodologica, la fragilità della formazione, l’inadeguatezza degli strumenti valutativi e l’incerta collocazione disciplinare rispetto alla psichiatria di comunità.

Risultati: l’articolo evidenzia come l’adozione acritica del paradigma EBP possa condurre a una riduzione della complessità del lavoro riabilitativo, con il rischio di marginalizzare pratiche clinicamente e socialmente rilevanti ma non formalizzate in protocolli standard. Emergono inoltre le seguenti criticità:  1. L’indebolimento del modello bio-psico-sociale a favore di una rinnovata centralità della componente biomedica. 2. La difficoltà a coniugare l’approccio evidence-based con la personalizzazione degli interventi riabilitativi, in una cornice di recovery e diritti.

Conclusioni: per rilanciare la riabilitazione psichiatrica come disciplina autonoma, è necessario affrontare alcuni problemi aperti. Tra questi, tre assumono particolare rilevanza: la necessità di offrire trattamenti psicosociali evidence-based fin dal primo accesso al servizio e non solo dopo anni di malattia; lo sviluppo di approcci innovativi e non farmacologici rivolti a nuove popolazioni cliniche complesse (autori di reato, adolescenti, pazienti senza fissa dimora, soggetti aggressivi), che richiedono modelli riabilitativi adattati; l’urgenza di integrare gli interventi psicosociali con buone pratiche comunitarie fondate su proattività, tempestività, flessibilità, continuità e supporto territoriale, come previsto dai modelli assertivi. Tutti questi livelli di intervento devono ricevere un chiaro mandato dalla leadership, anch’essa fortemente impegnata a fornire risorse e supporti.

 

Keywords: psychiatric rehabilitation, evidence-based practice, personalized interventions, community psychiatry, professional training

SUMMARY

Objectives: this article aims to critically reflect on the current state of psychiatric rehabilitation in Italy, highlighting its main challenges and potential developments. The central goal is to promote an approach to rehabilitation that goes beyond the implementation of standardized interventions, emphasizing the complexity of professional practices and therapeutic relationships.

Methods: through a critical review of the literature and a reflection based on clinical and organizational experience in public services, the article analyzes the current limitations of psychiatric rehabilitation. It highlights contradictions, weak methodological structuring, insufficient training, inadequacy of evaluation tools, and the uncertain disciplinary position of rehabilitation with respect to community psychiatry.

Results: the article shows how an uncritical adoption of the Evidence-Based Practice (EBP) paradigm can lead to an oversimplification of rehabilitative work, with the risk of marginalizing clinically and socially relevant practices not formalized in standard protocols. The following critical issues also emerge: The weakening of the bio-psycho-social model in favor of a renewed focus on the biomedical component.The difficulty of integrating an evidence-based approach with the personalization of rehabilitative interventions, within a framework of recovery and rights.

Conclusions: to revitalize psychiatric rehabilitation as an autonomous discipline, several open issues must be addressed. Among these, three are particularly relevant: the need to offer evidence-based psychosocial treatments from the first contact with services, rather than after years of illness; he development of innovative, non-pharmacological approaches for emerging complex clinical populations (offenders, adolescents, homeless individuals, aggressive patients), which require adapted rehabilitative models; the urgency of integrating psychosocial interventions with community-based good practices rooted in proactivity, timeliness, flexibility, continuity, and territorial support, as envisioned by assertive models. All these intervention levels must be clearly mandated by leadership, which must be equally committed to providing adequate resources and support.

 

Autore per corrispondenza: p.carozza@ausl.fe.it

DOI: 10.48291/SISA.69.4.12                                                                                   Sistema Salute, 69, 4, 2025: pp. 644-651

INVISIBLE CHILDREN. I figli dei pazienti psichiatrici sono spesso invisibili, crescono nella solitudine e hanno un maggior

rischio di ammalarsi

INVISIBLE CHILDREN. Psychiatric patients’ children are frequently invisible. They often grow alone with an increased risk to fall in a mental illness

Corinna Biancorosso 1, Stella Cristina Pisaniello 2 , Marika Nadette Petuzzo 2 , Anna Marino 2, Francesca Tasselli 3, Alberto Zanobio 4

1 educatrice professionale Associazione Contatto

2 psicologa psicoterapeuta consulente presso DSMD-ASST Ospedale Niguarda

3 psicologa psicoterapeuta Project Manager Associazione Contatto

4 psichiatra DSMD-ASST Ospedale Niguarda, Project Manager

Parole chiave: malattia mentale, genitorialità, prevenzione, transgenerazionalità

RIASSUNTO

Obiettivo dell’articolo è portare all’attenzione del lettore il valore di interventi di prevenzione rispetto al contenimento della probabilità di insorgenza di malattie e disturbi mentali nella popolazione infantile esposta a fattori di rischio. In particolare uno degli elementi di maggiore stress è la convivenza in una famiglia in cui è presente un genitore con problemi psichici. Attraverso il metodo psicoeducativo LTC, metodo evidence-based sviluppato in Finlandia e qui breve- mente illustrato, si possono ottenere risultati dal valore significativamente protettivo circa la riduzione del rischio di trasmissione di una condizione di malessere psichico da una generazione alla successiva.

Autore per corrispondenza: corinnaml@libero.it

Keywords. mental illness, parenting, prevention, intergenerational transmission

SUMMARY

Our aim is to give attention to the value of preventive interventions reducing the probability of the onset of illnesses and mental disorders in child population exposed to risk factors. One of the greatest stress element is living in a family whith a parent with mental problems. Through the LTC psychoeducational method, an evidence-based method developed in Finland and briefly illustrated here, it is possible to obtain results with significant protective factors and a reduction of the risk to transmit a condition of mental illness from one generation to the next.

DOI: 10.48291/SISA.69.4.13                                                                                   Sistema Salute, 69, 4, 2025: pp. 652-659

Realizzare progetti di vita per persone con disabilità intellettiva con necessità di sostegno intensivo: un percorso possibile?

Promoting self-determined life projects for people with intellectual disabilities and high support needs: a feasible path?

Elena Sorzi

Educatrice e pedagogista, socia della Cooperativa Sociale Solaris, coordinatrice di due Centri Diurni Disabili

Parole chiave: disabilità, progetto di vita, diritti, autodeterminazione, inclusione sociale

RIASSUNTO

Il presente contributo ha l’obiettivo di interrogarsi su quali possibilità abbiano le persone con disabilità con necessità di sostegno intensivo di realizzare il loro progetto di vita, come previsto dalla UN-CRPD e dalla recente normativa italiana. Partendo dalle esperienze di riflessione-azione portate avanti nei servizi della Cooperativa Sociale Solaris (realtà della provincia di Monza e Brianza, che opera nell’area della disabilità e delle dipendenze) negli ultimi dieci anni – orientate a costruire nuove aperture col territorio e nuove modalità di relazione con le famiglie- si riportano alcune trasformazioni che stanno animando il Terzo Settore per integrare le tradizionali logiche orientate alla cura e alla tutela, con una nuova visione orientata alla promozione dei diritti. Mettendo a fuoco ciò che accade nei servizi per persone con disabilità con elevato grado di sostegno, viene proposta una riflessione su alcune forme di istituzionalizzazione che ancora oggi possono caratterizzare i servizi, al fine di andare oltre e realizzare una trasformazione che, grazie ad una nuova visione e all’utilizzo di nuovi strumenti, promuova per la persona con disabilità maggiori spazi di autodeterminazione ed una vita di qualità.

Autore per corrispondenza: elenasorzi@coopsolaris.it; elenasorzi@gmail.com

Keywords: disabilities, life project, rights, self-determination, social inclusion

SUMMARY

This contribution aims to explore the possibilities available to people with disabilities who require intensive support to realize their life projects, as envisioned by the UN-CRPD and recent Italian legislation. Drawing from ten years of reflection-action experiences carried out within the services of the Solaris Social Cooperative—a Monza and Brianza-based organization operating in the fields of disability and addiction—this paper highlights some of the transformations currently animating the Third Sector. These changes seek to integrate traditional care- and protection-oriented approaches with a new vision focused on the promotion of rights. By examining what is happening in services for people with high support needs, the paper reflects on certain forms of institutionalization that may still characterize these services today. The goal is to move beyond these limitations and foster a transformation that, through a renewed vision and the use of new tools, promotes greater self-determination and a higher quality of life for people with disabilities.

DOI: 10.48291/SISA.69.4.14                                                                                  Sistema Salute, 69, 4, 2025: pp. 660-683

Per una definizione operativa del concetto di Patient Access

For an Operational Definition of the Concept of Patient Access

Calabrò Giovanna Elisa1, Casati Giorgio2, Cevolani Gustavo3, Corsaro Lucio4, Falcone Mar-

co5, Galletti Giacomo6, Grandi Massimo7, Inglese Stefano A.8, Lenzi Andrea9, Lenzi Francesca

Romana10, Mazzoni Eleonora11, Novelli Giuseppe12, Oppi Biagio13, Pecci Andrea14, Polistena

Barbara15, Rasi Guido16, Ricciardi Walter17, Schiavone Francesco18, Scopinaro Annalisa19, Ser-

ra Federico20, Trivellato Lorena21, Vaccaro Ketty22, Volpe Massimo23, Vaccaro Gianluca24

*Nomi degli autori in ordine alfabetico

1Department of Human, Social and Health Sciences, University of Cassino and Southern Lazio; VIHTA-

LI (Value In Health Technology and Academy for Leadership & Innovation), a spin-off of the Catholic

University of the Sacred Heart, Rome.

2General Director FARMACAP, Rome, Italy

3Associate Professor of Logic and Philosophy of Science at IMT, School for Advanced Studies, Lucca, Italy

4Patient Access Think Tank President; Advisor at Bhave, Rome, Italy

5Infectious Diseases Unit, Azienda Ospedaliero Universitaria Pisa, University of Pisa, Italy

6Regional Health Agency of Tuscany (ARS), Italy

7Chief Core Therapy Officer at Zambon, Milan, Italy

8Health Policy Expert

9Emeritus Professor of Endocrinology, Università di Roma La Sapienza, Rome, Italy; Health City Institute

President; President of National Committee for Biosafety, Biotechnology, and Life Sciences of the Presidency

of the Council of Ministers, Rome, Italy

10Associate Professor of Sociology; Laboratory of Psychology and Social Processes in Sport, Department of

Movement, Human and Health Sciences at Università degli Studi di Roma “Foro Italico”, Rome, Italy

11Health City Institute Affiliate, Rome, Italy

12Head of the Human Genetics Research Unit at the Tor Vergata University of Rome, Italy; President of

Lorenzini Foundation, Milan, Italy.

Autore per corrispondenza: gianlucavaccaro@hotmail.it

13Professor of Corporate Communication at University of Bologna, Bologna, Italy

14Head of Data, Digital & Technology at Takeda, Rome, Italy.

15Scientific Director and Board Member of C.R.E.A. Sanità – Center for Applied Economic Research in

Healthcare, University of Rome Tor Vergata, Rome, Italy

16Professor of Clinical Microbiology at University of Roma Tor Vergata, Rome, Italy

17Professor of Hygiene and Director of the School of Specialization in Hygiene and Public Health at the

Faculty of Medicine and Surgery, Università Cattolica del Sacro Cuore, Rome, italy

18Professor of Business Economics and Management, University Parthenope of Naples, Naples, Italy

19Presidente Uniamo, Federazione Italiana Malattie Rare, Italy

20Secretary General Observatory on Health as a Common Good, Rome, Italy

21Anthropologist Researcher Advisor, Bhave, Rome, Italy

22Head of Biomedical research and Health at Censis, Rome, Italy

23Emeritus Professor of Cardiology, Sapienza University of Rome and IRCCS San Raffaele Rome, Italy

24PhD, Methodological Advisor, BHAVE; Sociologo, U.O. Educazione e Promozione della salute, Asp

Catania, Catania, Italy

Parole Chiave: tamentali

patient access; accesso alla salute; determinanti di salute; studio di caso; scienze compor-

RIASSUNTO

Obiettivi: il presente lavoro propone una definizione operativa del concetto di Patient Access che si configuri come uno strumento efficace e completo per una diagnosi dei problemi di accesso all’assistenza sanitaria e sociosanitaria e per promuovere interventi indirizzati a migliorarne l’equità. Nonostante il SSN italiano si fondi sui principi di universalità ed equità, persistono infatti significative barriere multilivello che limitano l’effettivo accesso alle cure per una parte rilevante della popolazione.

Metodi: la definizione operativa proposta si basa sull’utilizzo di modelli scientifici di tipo analitico e interpretativo. L’approccio sotteso alla riflessione è multidimensionale e integra la valutazione dei comportamenti individuali e collettivi, enfatizzando l’importanza di un punto di vista integrato che consideri le interazioni tra fattori organizzativi, culturali, comportamentali e tecnologici.

Risultati: la definizione proposta si configura come uno strumento efficace e completo per una diagnosi dei problemi di accesso all’assistenza sanitaria e sociosanitaria, includendo una valutazione omnicomprensiva dei comportamenti individuali e collettivi che considera le interazioni tra fattori organizzativi, culturali, sociologici e tecnologici.

Conclusioni: il concetto di Patient Access rappresenta un paradigma emergente per comprendere e affrontare le disuguaglianze nell’accesso ai servizi sanitari, potendo fornire un supporto concettuale per la definizione di politiche sanitarie attente all’equità di accesso all’assistenza sanitaria e sociosanitaria e alla sostenibilità del sistema.

Keywords: patient access; access to health; health determinants; case study; behavioral sciences

SUMMARY

Objectives: this study proposes an operational definition of Patient Access that serves as a comprehensive and effective tool for diagnosing access issues in healthcare and social-health services and aims to pro

mote interventions aimed at improving equity. The concept of Patient Access represents an emerging

paradigm for understanding and addressing inequalities in access to healthcare services.

Methods: the proposed operational definition utilizes analytical and interpretative scientific models. The

underlying reflection adopts a multidimensional approach that integrates the assessment of both indi-

vidual and collective behaviors, emphasizing the importance of a holistic perspective that considers the

interactions among organizational, cultural, behavioral, and technological factors.

Results: the proposed definition serves as a comprehensive and effective tool for diagnosing access issues

in healthcare and social-health services. It includes a holistic assessment of individual and collective

behaviors, taking into account the interactions among organizational, cultural, sociological, and tech-

nological factors.

Conclusions: the concept of Patient Access represents an emerging paradigm for understanding and addressing inequalities in access to healthcare services. It can provide a conceptual framework for defining health policies that prioritize equity in access to healthcare and social-health services while ensuring system sustainability.

DOI: 10.48291/SISA.69.4.15                                                                                    Sistema Salute, 69, 4, 2025: pp. 684-691

Implementazione dell’Hand Hygiene Program Premium presso la Unità di Terapia Intensiva Neonatale dell’ARNAS Civico Di Cristina Benfratelli di Palermo

Implementation of Hand Hygiene Program Premium at the Neonatal Intensive Care Unit of the ARNAS Civico Di Cristina Benfratelli in Palermo

Picciuca Zina, Vitaliti Salvino Marcello, Moscato Giovanna, Natoli Giuseppe, Marsala Maria Grazia Laura

Comitato Infezioni Ospedaliere ARNAS Civico Di Cristina Benfratelli

UOC TIN, Neonatologia e Nido ARNAS Civico Di Cristina Benfratelli

Parole chiave: infezioni correlate all’assistenza, Igiene delle mani, terapia intensiva neonatale

RIASSUNTO

Obiettivi: il programma Hand Hygian Program consente il monitoraggio della compliance all’igiene dele mani da parte degli operatori sanitari in maniera automatizzata, con raccolta dati 24 su 24 e 7 giorni su 7 in modo anonimo, fornendo agli operatori sanitari una maggiore consapevolezza della loro conformità all’igiene delle mani quando interagiscono con i pazienti, che li porterà a modificare i comportamenti.

Metodi: il programma si basa sulla installazione per ogni posto letto di un sensore di zona, di sensori installati sui dispenser di gel idroalcolico e di un gateway: ogni volta che un operatore provvisto di un ID badge munito anch’esso di sensore si avvicina al posto letto, è tracciato e altrettanto lo sarà l’utilizzo o meno del gel idroalcolico.

Risultati: il sistema ha garantito una visione oggettiva e continuativa del livello di compliance all’interno della U.T.I.N.

Conclusioni: la possibilità per ciascun operatore di poter consultare la dashboard valutando il proprio livello di adesione, ha rappresentato una forte leva motivazionale a migliorare il risultato raggiunto, che ha fatto registrare una riduzione delle sepsi in Terapia Intensiva Neonatale.

Autore per corrispondenza: mariagrazialaura.marsala@arnascivico.it

Key Words: Healthcare-related infections, hand hygiene, neonatal intensive care

SUMMARY

Objectives: the Hand Hygien Program allows the monitoring of hand hygiene compliance by healthcare workers in an automated manner, with anonymous data collection 24/7, providing healthcare workers with greater awareness of their compliance with hand hygiene when interacting with patients, which will lead them to change behaviors.

Methods: the program is based on the installation for each bed of an area sensor, of sensors installed on the hydroalcoholic gel dispensers and of a gateway: every time an operator equipped with an ID badge also equipped with a sensor approaches the bed space, is tracked and so will be the use or otherwise of hydroalcoholic gel.

Results: the system guaranteed an objective and continuous vision of the level of compliance within the NICU.

Conclusions: the possibility for each operator to be able to consult the dashboard by evaluating their level of adherence represented a strong motivational lever to improve the result achieved, which recorded a reduction in sepsis in the Neonatal Intensive Care Unit.