Volume 70 n. 1
25,00 €
Benvenuti nel numero speciale per il 70esimo volume della rivista scientifica del Centro Sperimentale per la Promozione della Salute e l’Educazione Sanitaria
Settanta “volumi” e non sentirli. Questo numero di Sistema Salute celebra un traguardo storico con un numero monografico che non guarda al passato, ma si proietta con coraggio verso il domani. Il titolo è una domanda che ci riguarda tutti: “Educazione alla salute: un futuro è possibile?”.
In un mondo stravolto da pandemie, crisi climatiche e rivoluzioni digitali, la redazione ha raccolto le voci di esperti, ricercatori e operatori per capire come cambierà il nostro modo di “stare bene”. Dimenticate la vecchia “istruzione sanitaria” fatta di divieti: il futuro parla di consapevolezza, tecnologia e connessione con l’ambiente.
Ecco i temi caldi di questo numero
Questo volume è una bussola per navigare in un mare variabile e talvolta tempestoso. Non è solo per “addetti ai lavori”, ma per chiunque creda che un mondo più sano, equo e consapevole sia ancora possibile.
Il web ha cambiato tutto. Se dieci anni fa ci preoccupavamo delle ricerche su Google, oggi la sfida è capire l’impatto dei creator non professionisti su piattaforme come TikTok e Instagram.
Algoritmi e piattaforme non sono più fantascienza. Siamo invitati a ripensare l’educazione alla salute nell’era dell’IA, suggerendo che la tecnologia non deve sostituire il rapporto umano, ma potenziarlo attraverso una “co-educazione algoritmica”.
Alla luce di questi cambiamenti non possiamo più ancorare il discorso sulla salute a paradigmi scientifici e culturali obsoleti, occorre ripensare l’educazione alla salute su nuove basi ancorate ad una visione sempre più life long learning ed ecologica.
Non possiamo essere sani in un pianeta malato. Molti articoli di questo numero spingono verso il modello One Health, dove la salute umana, quella animale e quella dell’ambiente sono un tutt’uno. il social marketing e metodologie educative innovative come il “forest bathing” ci aiutano a capire questo fondamentale cambio di paradigma culturale.
La salute non è uguale per tutti. Il numero esplora il legame profondo tra determinanti socio-economici e salute e presenta progetti concreti di medicina di prossimità, come quelli dedicati alla prevenzione per i detenuti nel territorio bresciano nonché il ruolo dei due settori strategici per lo sviluppo delle competenze individuali e comunitarie per la promozione della salute: la scuola e le Case della Comunità.
Il concetto di prossimità deve essere parte fondamentale della strategia del nuovo approccio alla educazione alla salute. Si tratta di un tema sfidante per i professionisti della salute e per chi ne disegna le politiche a livello nazionale e regionale.
Giancarlo Pocetta
Indice
In questo numero
Abbiamo voluto ricordare il settantesimo della rivista Sistema Salute – nata nel 1956 con il titolo L’Educazione Sanitaria – con un Numero speciale monografico “Educazione alla salute: un futuro è possibile?”. Gli articoli che seguono sono la risposta di quanti gestiscono, valutano, fanno ricerca sui processi di salute a una Call proposta nel 2025 finalizzata a interrogarsi sulle prospettive future dell’Educazione alla salute a dieci anni da un precedente “punto della situazione”.
In un’epoca e in un contesto così mutati a livello globale e locale quali gli sviluppi della ricerca e dei riferimenti concettuali, quale formazione e ruolo dei professionisti della salute, quali le nuove discipline che ad essa si connettono, quali le esperienze e le metodologie di lavoro…
Molti i lavori inviati e ricche e articolate le risposte alle nostre domande. Ringraziamo quanti hanno collaborato a realizzare questo numero che dedichiamo a Giuseppe Fattori, prematuramente scomparso lo scorso mese, amico vero e prezioso collega e collaboratore, membro del Comitato scientifico della rivista. Ci mancherà molto.
Educazione alla salute: un futuro è possibile? il senso di una celebrazione
Health education: is a future possible? The sense of a celebration
Giancarlo Pocetta
DOI:10.48291/SISA.70.1.1 - OPEN ACCESS
DOI:10.48291/SISA.70.1.1 Sistema Salute, 70,1 2026: pp. 10-13
Editoriale
Educazione alla salute: un futuro è possibile? il senso di una celebrazione
Health education: is a future possible? The sense of a celebration
Giancarlo Pocetta
Educating for health throughout life: towards a new axis between Schools and Community Houses
Marco Ingrosso
DOI: 10.48291/SISA.70.1.2
DOI: 10.48291/SISA.70.1.2 Sistema Salute, 70,1 2026: pp. 14-33
Educare alla salute nel corso di vita: verso un nuovo asse fra Scuole e Case della Comunità
Educating for health throughout life: towards a new axis between Schools and Community Houses
Marco Ingrosso*
*Sociologo della salute e della cura, già PO Università di Ferrara
Parole chiave: Educazione alla salute, Life-long learning, Scuole che Promuovono la Salute, One Health, Case della Comunità
RIASSUNTO
Nell’ambito dell’Educazione alla Salute realizzata negli ambienti scolastici nell’ultimo decennio ci si è orientati verso una prospettiva di life-long learning basata sulla assunzione delle scuole come ambienti favorevoli e unità attive della promozione della salute. Tale prospettiva ha dato vita a diversi orientamenti teorici e applicativi: in particolare vengono esaminati l’approccio curriculare attuato nel Regno Unito, le esperienze delle Scuole che Promuovono la Salute nelle loro applicazioni italiane, il contributo delle teorie salutogeniche nel caso norvegese, il filone della self-care nelle sue traduzioni danesi. Ognuno degli orientamenti esaminati presenta degli aspetti specifici e promettenti, ma spesso incontra dei limiti concettuali e delle difficoltà operative. Essi necessitano di ulteriori approfondimenti e ibridazioni reciproche. Nel caso italiano, la strutturazione delle Case della Comunità, in corso di attuazione, costituisce un’importante novità e opportunità, a patto di sviluppare al suo interno una linea d’azione di indirizzo salutogenico effettivamente strutturata e propositiva. Diventerebbe allora possibile creare un nuovo asse fra istituti scolastici, Case della Comunità e politiche giovanili locali capace di promuovere e coordinare gli interventi formativi rivolti alla popolazione giovanile locale, ma anche alle altre fasce d’età residenti.
Key words: Health Education, Life-Long Learning, Health Promoting Schools, One Health, Community Houses
SUMMARY
In the field of Health Education implemented in school settings over the last decade, scholars and promoters have moved towards a life-long learning perspective based on the assumption of schools as favorable environments and active units of health promotion. This perspective have given rise to various theoretical and applied orientations. In particular are examined the curricular approach implemented in the United Kingdom, the experiences of Health Promoting Schools in their Italian applications, the contribution of salutogenic theories in the Norwegian case, and the self-care strand in its Danish applications. Each of the orientations examined has specific and promising aspects, but often encounters conceptual limitations and operational difficulties. They need further exploration and mutual hybridization. In the Italian case, the structuring of the Community Houses being implemented constitutes an important novelty and opportunity, provided that a truly structured and proactive salutogenic action line is developed within it. It would then become possible to create a new axis between Educational Institutions, Community Houses and Local Youth Policies capable of promoting and coordinating training interventions aimed at the local youth population, but also at other resident age groups.
Autore per corrispondenza: marco.ingrosso@unife.it
From health education to socio-ecological health promotion
Flavio Lirussi, Erio Ziglio
DOI: 10.48291/SISA.70.1.3
DOI: 10.48291/SISA.70.1.3 Sistema Salute, 70,1 2026: pp. 34-51
Dall’Educazione alla Salute alla Promozione socio-ecologica della Salute
From health education to socio-ecological health promotion
Flavio Lirussi1, Erio Ziglio2
1 Già Scientist e Senior Adviser per l’Organizzazione Mondiale della Sanità, è Docente nel Master in Comunicazione delle Scienze dell’Università di Padova
2 Già direttore dell’Ufficio Europeo per gli Investimenti per la Salute e lo Sviluppo dell’OMS, è professore onorario alla Health University of Applied Science, FhG, Austria; Membro della Wellbeing Economy Alliance
Parole chiave: Carta di Ginevra, Carta di Ottawa, One Health, determinanti digitali e commerciali, isolamento sociale
RIASSUNTO
Importanti studi degli anni ’70 diedero dignità scientifica e politica alla Carta di Ottawa per la promozione della salute del 1986. Già quarant’anni fa ci si rese conto che l’educazione sanitaria da sola non poteva dare risposte efficaci al cambiamento del contesto epidemiologico (maggiore impatto delle malattie croniche), all’importanza dell’ambiente fisico e sociale sulla salute e al legame tra salute e sviluppo economico. Successive conferenze globali per la promozione della salute hanno evidenziato l’importanza di una buona governance per la salute, il ruolo della Health Literacy e la necessità di valorizzare e rispettare il pianeta e i suoi ecosistemi in un mondo diventato digitale (Carta di Ginevra per il ben-essere del 2021). La Carta di Ginevra fornisce ulteriori presupposti per una visione olistica della salute secondo il modello One Health. Si rafforza quindi l’idea che per affrontare le sfide del nostro tempo occorre una moderna visione della salute che superi la tradizionale concezione biomedica della salute e sia supportata dal coinvolgimento della società nel suo complesso. È in questo contesto che l’educazione alla salute ha l’opportunità di rinascere come partner del cambiamento di paradigma a cui stiamo assistendo. Gli autori analizzano in dettaglio l’impatto e il ruolo dei determinanti socio-economici della salute, a cui si aggiungono quelli ambientali, digitali, commerciali e culturali e sottolineano l’importanza della connessione sociale – e del social prescribing, per sconfiggere la solitudine e l’isolamento sociale. In tutti questi ambiti l’educazione alla salute ha nuove opportunità per modernizzarsi e acquisire know-how per aumentare la sua efficacia.
Key words: Geneva Charter, Ottawa Charter, One Health, digital and commercial determinants, social isolation
SUMMARY
Important studies from the 1970s gave scientific and political weight to the 1986 Ottawa Charter for Health Promotion. Already forty years ago, it was recognized that health education alone could not provide effective responses to the changing epidemiological context (the greater impact of chronic diseases), the importance of the physical and social environment on health, and the link between health and economic development. Subsequent health promotion conferences have highlighted the importance of good governance for health, the role of health literacy, and the need to value and respect the planet and its ecosystems in a digital world (the 2021 Geneva Charter for Well-Being). The Geneva Charter provides further foundation for a holistic vision of health according to the One Health model. Such approach reinforces the idea that addressing the challenges of our time requires a modern vision of health that transcends the traditional biomedical conception of health and is supported by the involvement of society as a whole. It is in this context that health education has the opportunity to be reborn as a partner in the paradigm shift we are witnessing. The authors analyse in detail the impact and role of socioeconomic determinants of health, in addition to the environmental, digital, commercial, and cultural ones. They emphasize the importance of social connections—and social prescribing—to overcome loneliness and social isolation. In all these areas, health education has new opportunities to modernize and acquire know-how to increase its effectiveness.
Autore per corrispondenza: lirussif@gmail.com
Obesity and Poverty: the future of health education
Giuseppina Cersosimo, Lucia Landolfi, Giuseppina Moccia, Francesco De Caro
DOI: 10.48291/SISA.70.1.4
DOI: 10.48291/SISA.70.1.4 Sistema Salute, 70,1 2026: pp. 52-69
Obesità e Povertà: il futuro dell’educazione alla salute
Obesity and Poverty: the future of health education
Giuseppina Cersosimo, Lucia Landolfi, Giuseppina Moccia, Francesco De Caro
Università degli Studi di Salerno
Parole chiave: obesità infantile, sovrappeso, disuguaglianze, health literacy, health education
RIASSUNTO
Questo lavoro propone una riflessione critica sull’obesità, con particolare attenzione all’obesità infantile, come fenomeno complesso che interseca dimensioni biologiche, sociali, culturali ed economiche, interrogando il ruolo e il futuro dell’educazione alla salute nel contesto italiano. A partire dall’interpretazione integrata di dati secondari nazionali e internazionali e dal confronto con la letteratura interdisciplinare, il contributo esamina come i rischi di sovrappeso e obesità si distribuiscano in modo diseguale all’interno della popolazione, concentrandosi lungo linee di vulnerabilità legate a istruzione, condizioni economiche, genere e territorio. L’evidenza discussa mostra come l’obesità infantile emerga precocemente come esito di svantaggi cumulativi e di povertà educative che si trasmettono tra le generazioni, più che come semplice conseguenza di comportamenti individuali. Il lavoro mette in luce i limiti di un approccio alla prevenzione fondato prevalentemente sulla diffusione di informazioni e sulla health literacy, evidenziando la necessità di rafforzare una health education intesa come processo educativo strutturato, continuo e socialmente situato. L’educazione alla salute viene così riletta come investimento collettivo orientato al futuro, capace di incidere sui contesti di vita, sulle competenze e sulle opportunità concrete di salute, contribuendo sia alla prevenzione dell’obesità fin dall’infanzia sia alla riduzione dei rischi e delle disuguaglianze ad essa associati.
Autore per corrispondenza: gcersosi@unisa.it
Keywords: Childhood obesity, overweight, inequalities, health literacy, health education
SUMMARY
This paper offers a critical reflection on obesity, with particular attention to childhood obesity, as a complex phenomenon that intersects biological, social, cultural and economic dimensions, questioning the role and future of health education in the Italian context. Drawing on the integrated interpretation of national and international secondary data and on dialogue with interdisciplinary literature, the contribution examines how the risks of overweight and obesity are unevenly distributed across the population, along lines of vulnerability related to education, economic conditions, gender and territory. The evidence discussed shows that childhood obesity emerges early as the outcome of cumulative disadvantage and educational poverty transmitted across generations, rather than as the simple result of individual behaviours. The paper highlights the limitations of prevention strategies primarily based on information dissemination and health literacy, arguing for the need to strengthen health education as a structured, continuous and socially situated educational process. Health education is thus reframed as a future-oriented collective investment, capable of acting on living environments, competencies and concrete health opportunities, contributing both to the early prevention of obesity and to the reduction of the associated risks and inequalities.
Which comes from which: the reciprocal relationship between health literacy and health education
Chiara Lorini, Guglielmo Bonaccorsi
DOI:10.48291/SISA.70.5
DOI:10.48291/SISA.70.5 Sistema Salute, 70,1 2026: pp. 70-86
Chi è figlia di chi: la relazione biunivoca tra health literacy e health education
Which comes from which: the reciprocal relationship between health literacy and health education
Chiara Lorini, Guglielmo Bonaccorsi
Università degli Studi di Firenze, Dipartimento di Scienze della Salute, Laboratorio sulla Health Literacy
Parole chiave: alfabetizzazione sanitaria, promozione della salute, educazione alla salute
RIASSUNTO
Obiettivi: l’articolo ricostruisce la nascita e l’evoluzione del concetto di health literacy (alfabetizzazione sanitaria) e chiarisce la sua relazione biunivoca con la health education (educazione alla salute).
Metodi: dopo un’introduzione che inquadra la health literacy come leva strategica per promozione della salute, empowerment e riduzione delle disuguaglianze, vengono ripercorsi i principali snodi storici dell’evoluzione del concetto e delle sue applicazioni, con un focus sul contributo di Don Nutbeam.
Risultati: vengono identificate diverse “radici” del concetto: la scuola e i curricula di educazione alla salute; l’educazione degli adulti e il legame tra bassa alfabetizzazione ed esiti di salute; la pratica clinico-assistenziale, che ha spinto a misurare la functional health literacy e a studiarne l’associazione con esiti e aderenza; infine, la sanità pubblica e la promozione della salute, con il ruolo dell’Organizzazione Mondiale della Sanità (glossari e conferenze). Si evidenzia come un’educazione alla salute orientata solo alla trasmissione di informazioni abbia limiti, soprattutto per i gruppi svantaggiati, e propone approcci più partecipativi e comunitari, includendo la dimensione digitale.
Conclusione: in linea con il contributo di Nutbeam, si rafforza la necessità di affrontare due sfide: recuperare una health education che produca health literacy critica, contestuale e orientata all’equità, e rafforzare ricerca-azione rigorosa e documentata per capire concretamente “cosa fare” e “come farlo”.
Autore per corrispondenza: chiara.lorini@unifi.it
Key words: health literacy, health promotion, health education
SUMMARY
Objectives: this article traces the emergence and evolution of the concept of health literacy and clarifies its bidirectional relationship with health education.
Methods: following an introduction that frames health literacy as a strategic lever for health promotion, empowerment, and the reduction of inequalities, the article reviews the key historical milestones in the development of the concept and its applications, with a focus on Don Nutbeam’s contribution.
Results: several “roots” of the concept are identified: schools and health education curricula; adult education and the link between low literacy and health outcomes; clinical and healthcare practice, which prompted the measurement of functional health literacy and the study of its association with outcomes and adherence; and, finally, public health and health promotion, including the role of the World Health Organization (glossaries and conferences). The article highlights how health education oriented solely toward the transmission of information has limitations—especially for disadvantaged groups—and proposes more participatory and community-based approaches, including a digital dimension.
Conclusion: in line with Nutbeam’s contribution, the article reinforces the need to address two challenges: reclaiming a form of health education that fosters critical, contextual, and equity-oriented health literacy, and strengthening rigorous, well-documented action research to understand concretely “what to do” and “how to do it.”
Redesigning Health Education as Health Ecology. Performing Arts, Spirituality, and Community in the processes of empowerment, resilience, and new citizenship
Pino Fiumanò
DOI:10.48291/SISA.70.1.6
DOI:10.48291/SISA.70.1.6 Sistema Salute, 70,1 2026: pp. 87-101
Ridisegnare l’Health Education come Ecologia della Salute. Performing Arts, Spiritualità e Comunità nei processi di capacitazione, resilienza e nuove cittadinanze
Redesigning Health Education as Health Ecology. Performing Arts, Spirituality, and Community in the processes of empowerment, resilience, and new citizenship
Pino Fiumanò
Coordinatore Comitato Promozione della Salute e Gruppo Salutearte, A.O. Ordine Mauriziano Torino
Parole chiave: ecologia della salute, teatro sociale e di comunità (tsc), spiritualità, resilienza, comunità
SOMMARIO
Sfondo: Le crisi globali degli ultimi anni, pandemica, geopolitica, ambientale, economica, dell’informazione, etica e spirituale, hanno evidenziato la vulnerabilità dei sistemi sanitari e la necessità di un ripensamento radicale dell’educazione alla salute.
Obiettivi: proporre un modello di Ecologia della Salute che integri scienza, spiritualità e performing arts, con particolare attenzione al Teatro Sociale e di Comunità (TSC).
Metodi: analisi interdisciplinare di letteratura scientifica internazionale, rapporti istituzionali, studi su performing arts, neuroscienze della spiritualità e determinanti sociali della salute.
Risultati: il TSC emerge come dispositivo pedagogico e relazionale capace di promuovere empatia, neuroplasticità, agency e coesione sociale. La spiritualità, intesa come ricerca di senso e connessione, si conferma risorsa clinica ed esistenziale. L’integrazione di questi elementi risponde alle crisi cognitive, sociali e spirituali contemporanee.
Conclusioni: l’Ecologia della Salute rappresenta un paradigma innovativo per l’HE, fondato su rigore scientifico, partecipazione comunitaria e coscienza spirituale. Offre una via concreta per orientare i sistemi sanitari verso la fioritura dell’umano.
Autore per corrispondenza: pinofium8b6@msn.com / gfiumano@mauriziano.it
Key words: health ecology, social and community theater (tsc), spirituality, resilience, community
SUMMARY
Background: the global crises of recent years, pandemic, geopolitical, environmental, economic, informational, ethical, and spiritual, have highlighted the vulnerability of healthcare systems and the need for a radical rethinking of health education.
Objectives: to propose a model of Health Ecology that integrates science, spirituality, and performing arts, with a particular focus on Social and Community Theater (SCT).
Methods: interdisciplinary analysis of international scientific literature, institutional reports, studies on performing arts, neuroscience of spirituality, and social determinants of health.
Results: TSC emerges as a pedagogical and relational tool capable of promoting empathy, neuroplasticity, agency, and social cohesion. Spirituality, understood as the search for meaning and connection, is confirmed as a clinical and existential resource. The integration of these elements responds to contemporary cognitive, social, and spiritual crises.
Conclusions: Health Ecology represents an innovative paradigm for HE, based on scientific rigor, community participation, and spiritual awareness. It offers a concrete way to orient health systems toward human flourishing.
Between Platforms and Algorithms: Rethinking Health Education in the AI Era
Pierpaola Pierucci
DOI:10.48291/SISA.70.1.7
DOI:10.48291/SISA.70.1.7 Sistema Salute, 70,1 2026: pp. 102-118
Tra piattaforme e algoritmi: ripensare l’educazione alla salute nell’éra dell’Intelligenza artificiale
Between Platforms and Algorithms: Rethinking Health Education in the AI Era
Pierpaola Pierucci
Sociologa, RTD/b presso il Dipartimento di Scienze dell’Ambiente e della Prevenzione dell’Università degli Studi di Ferrara
Parole chiave: educazione alla salute, intelligenza artificiale, health literacy digitale, piattaformizzazione, empowerment
RIASSUNTO
Obiettivi: l’articolo intende riflettere sul futuro dell’educazione alla salute nell’éra dell’Intelligenza Artificiale (IA) alla luce dei cambiamenti già in atto nei processi comunicativi e nei contesti socio-sanitari, tra piattaformizzazione, health literacy e nuove forme di mediazione.
Metodi: si propone un’analisi teorico-concettuale basata sulla letteratura sociologica e comunicativa, con attenzione ai contributi più recenti su digital health literacy, relazioni di cura e dinamiche comunicative negli ecosistemi digitali.
Risultati: l’analisi evidenzia tre traiettorie interpretative. La prima, di natura tecnocentrica, attribuisce all’IA un ruolo prevalente nei processi di educazione alla salute con il rischio di ridurre lo spazio della mediazione relazionale e comunitaria. La seconda, riconducibile a una logica di mercato-piattaforma, mostra come la diffusione delle tecnologie digitali possa favorire dinamiche di mercificazione e spettacolarizzazione della salute, accentuando al contempo le disuguaglianze di accesso e di competenza. La terza, più feconda, delinea una prospettiva co-educativa in cui l’IA viene integrata criticamente nelle pratiche educative, valorizzando il ruolo attivo di professionisti, cittadini e comunità e rafforzando processi di empowerment e agentività. Le tre traiettorie non operano come linee indipendenti, ma come dinamiche interconnesse che modellano in modi differenti le possibilità dell’educazione alla salute nell’attuale ecosistema digitale. Elementi già osservabili, come la crescita degli health influencer e le nuove forme di mediazione comunicativa che essi esercitano tra cittadini e istituzioni, appaiono anticipatori delle trasformazioni in corso e offrono una lente utile per comprendere come l’IA stia accelerando dinamiche di riconfigurazione dell’educazione alla salute.
Conclusioni: alla luce di queste dinamiche, la domanda se abbia ancora senso parlare di educazione alla salute non è meramente teorica, ma riguarda la capacità del campo di reinventarsi. Questo articolo sostiene che l’educazione alla salute non sia superata, ma necessiti di essere ripensata come pratica critica e inclusiva, capace di coniugare mediazione umana, literacies digitali e consapevolezza delle logiche algoritmiche che strutturano gli ecosistemi informativi contemporanei.
Autore per corrispondenza: pierpaola.pierucci@unife.it
Key words: health education, artificial intelligence, digital health literacy, platformization, empowerment
SUMMARY
Objectives: this article reflects on the future of health education in the era of Artificial Intelligence (AI), considering ongoing changes in communication processes and socio-health contexts, including platformization, health literacy, and new forms of mediation.
Methods: a theoretical-conceptual analysis is proposed, drawing on sociological and communication literature, with attention to recent contributions on digital health literacy, care relationships, and communicative dynamics in digital ecosystems.
Results: the analysis highlights three interpretative trajectories. The first, technocentric, assigns AI a dominant role in health education, with the risk of reducing space for relational and community mediation. The second, linked to market-platform logics, shows how digital technologies may foster commodification and spectacularization of health, while exacerbating inequalities in access and competence. The third, more promising, outlines a co-educational perspective in which AI is critically integrated into educational practices, enhancing the active role of professionals, citizens, and communities, and reinforcing empowerment and agency. The three trajectories do not operate as independent lines but as interconnected dynamics that shape, in different ways, the possibilities of health education within the current digital ecosystem. Elements already observable, such as the rise of health influencers and the new forms of communicative mediation they exercise between citizens and institutions, appear as early indicators of these transformations and provide a lens to understand how AI is accelerating the reconfiguration of health education.
Conclusions: in light of these dynamics, the question of whether it still makes sense to speak of health education is not merely theoretical, but concerns the field’s ability to reinvent itself. This article argues that health education is not outdated, but needs to be rethought as a critical and inclusive practice, capable of combining human mediation, digital literacies, and awareness of the algorithmic logics that structure contemporary information ecosystems.
From the Era of “Dr. Google” to “Dr. Influencer”: A Public Health Challenge. A Systematic Review of the Impact of Health Information Disseminated by Non-Professional Creators (2015-2025)
Cassandra Colanera, Sonia Chiaravalloti, Marco Gallo
DOI:10.48291/SISA.70.1.8
DOI:10.48291/SISA.70.1.8 Sistema Salute, 70,1 2026: pp. 119-133
Dall’era del “Dottor Google” al “Dottor Influencer”: una sfida per la Sanità Pubblica. Revisione Sistematica dell’impatto delle informazioni sanitarie da parte dei creator non professionisti (2015- 2025)
From the Era of “Dr. Google” to “Dr. Influencer”: A Public Health Challenge. A Systematic Review of the Impact of Health Information Disseminated by Non-Professional Creators (2015-2025)
Cassandra Colanera*, Sonia Chiaravalloti*, Marco Gallo*
*Assistente Sanitario, ASL Roma 1
Parole Chiave: social media, disinformazione sanitaria, influencer, Digital Health Literacy, Sanità Pubblica
RIASSUNTO
Introduzione: l’Health Information Seeking Behavior (HISB) ha subito una riconfigurazione strutturale, passando dalla consultazione attiva sui motori di ricerca alla fruizione passiva di contenuti veicolati da influencer non professionisti tramite contenuti social.
Obiettivo: analizzare la qualità delle informazioni sanitarie diffuse da creator digitali non qualificati e valutare l’impatto dei contenuti e del potenziale rischio sui comportamenti di salute degli utenti, indagando se queste narrazioni digitali portino a scelte preventive o terapeutiche inappropriate.
Metodologia: è stata condotta una revisione sistematica secondo il protocollo PRISMA 2020 e sono state interrogate le seguenti banche dati: PubMed, Scopus ed EBSCO (1 Gennaio 2015 – 31 Dicembre 2025). Sono stati inclusi studi primari riguardanti influencer non sanitari. La valutazione del rischio di bias e della qualità metodologica degli studi inclusi è stata effettuata mediante gli strumenti validati secondo il Joanna Briggs Institute (JBI).
Risultati: sono stati individuati 64 studi di cui inclusi 25. Emerge una predominanza di contenuti short-video (TikTok/Instagram) caratterizzati da una sistematica omissione del rischio clinico e dalla prevalenza di narrazioni aneddotiche su aree critiche quali: vaccinazioni, alimentazione e medicina estetica. La complessa esistenza dell’algoritmo risulta favorire l’emotional arousal rispetto alla veridicità scientifica.
Conclusioni: l’influencer non sanitario rappresenta ad oggi un determinante di salute globale. È necessario un cambio di paradigma verso una Sanità Pubblica Digitale proattiva, integrando la Digital Health Literacy nei percorsi di prevenzione, al fine di promuovere consapevolezza critica e protezione della collettività.
Autore per corrispondenza: colaneracassandra@gmail.com
Keywords: Social Media, Health Misinformation, Influencer; Digital Health Literacy, Public Health
SUMMARY
Introduction: the Health Information Seeking Behavior (HISB) has undergone a structural reconfiguration, moving from active search engine consultation to passive use of content conveyed by non-professional influencers via social content.
Objective: to analyze the quality of health information disseminated by unqualified digital creators and assess the impact of content and potential risk on users’ health behaviors, investigating whether these digital narratives lead to inappropriate preventive or therapeutic choices.
Methodology: a systematic review was conducted according to the PRISMA 2020 protocol and the following databases were queried: PubMed, Scopus and EBSCO (1 January 2015 – 31 December 2025). Primary studies involving non-healthcare influencers were included. The assessment of the risk of bias and methodological quality of the included studies was carried out using the tools validated according to the Joanna Briggs Institute (JBI).
Results: 64 studies were identified, including 25. A predominance of short-video content (TikTok/Instagram) emerges, characterized by a systematic omission of clinical risk and the prevalence of anecdotal narratives on critical areas such as vaccinations, nutrition, and aesthetic medicine. The complex existence of the algorithm turns out to favor emotional arousal over scientific veracity.
Conclusions: the non-health influencer represents a global health determinant to date. A paradigm shift towards proactive Digital Public Health is needed, integrating Digital Health Literacy into prevention programs to promote critical awareness and community protection.
Social Marketing per One Health: un nuovo approccio al cambiamento comportamentale
Giuseppe Fattori
DOI:10.48291/SISA.70.1.9
DOI:10.48291/SISA.70.1.9 Sistema Salute, 70,1 2026: pp. 134-141
Social Marketing for One Health: a new approach to behavioural change
Social Marketing per One Health: un nuovo approccio al cambiamento comportamentale
Giuseppe Fattori
Social Marketing, University of Bologna
Keywords: Social marketing, One Health, Behavioural change, Zoonoses
SUMMARY
This article explores the integration of Social Marketing and the One Health approach as an innovative strategy for addressing complex contemporary global challenges. Through a review of the scientific literature, the theoretical foundations of both disciplines and their potential synergies are analysed. The aim is to propose a conceptual framework to guide the implementation of effective interventions to promote behaviours that positively and simultaneously impact human, animal and environmental health. The methodology adopted includes the analysis of international case studies and the identification of best practices. The results highlight how the application of Social Marketing principles can significantly enhance One Health strategies, facilitating behavioural change at the individual and community levels. Implementation challenges are discussed, including the complexity of impact measurement, the sustainability of interventions and the need for multisectoral collaboration. The article concludes that the integration of Social Marketing into One Health initiatives represents a strategic opportunity to improve the effectiveness of global health and environmental interventions, proposing an operational model for researchers and professionals in the field. Finally, the practical implications of this model are outlined.
Autore per corrispondenza: giuseppe.fattori@unibo.it
Parole chiave: Marketing sociale, One Health, Cambiamento comportamentale, Zoonosi
RIASSUNTO
Il presente articolo esplora l’integrazione tra il Social Marketing e l’approccio One Health come strategia innovativa per affrontare le complesse sfide globali contemporanee. Attraverso una revisione della letteratura scientifica, vengono analizzati i fondamenti teorici di entrambe le discipline e le loro potenziali sinergie. L’obiettivo è proporre un framework concettuale che guidi l’implementazione di interventi efficaci per promuovere comportamenti che impattino positivamente e simultaneamente sulla salute umana, animale e ambientale. La metodologia adottata include l’analisi di casi studio internazionali e l’identificazione di best practices. I risultati evidenziano come l’applicazione dei principi del Social Marketing possa potenziare significativamente le strategie One Health, facilitando il cambiamento comportamentale a livello individuale e comunitario. Vengono discusse le sfide implementative, tra cui la complessità della misurazione dell’impatto, la sostenibilità degli interventi e la necessità di collaborazioni multisettoriali. L’articolo conclude che l’integrazione del Social Marketing nelle iniziative One Health rappresenta un’opportunità strategica per migliorare l’efficacia degli interventi sanitari e ambientali globali, proponendo un modello operativo per ricercatori e professionisti del settore. Vengono infine delineate le implicazioni pratiche di tale modello.
Health: a skill to be learned at school
Gerardo Astorino, Francesca Celenza, Andrea Difalco, Simone Marinelli, Maura Avagliano
DOI:10.48291/SISA.70.1.10
DOI:10.48291/SISA.70.1.10 Sistema Salute, 70,1 2026: pp. 142-156
Salute: competenza da acquisire a scuola
Health: a skill to be learned at school
Gerardo Astorino*, Francesca Celenza **, Andrea Difalco***, Simone Marinelli*, Maura Avagliano*
*Programma di promozione della salute e prevenzione della cronicità
**Dirigente biologo Igiene Alimenti e Nutrizione
*** Assistente Sanitario-Laurea Magistrale in Scienze delle Professioni Sanitarie della Prevenzione
Parole Chiave: promozione della salute, educazione tra pari, competenze trasversali, benessere scolastico, sinergia istituzionale
RIASSUNTO
Obiettivi: il progetto vuole creare un sistema formativo strutturato tra “Ambasciatori di Salute” all’interno delle Scuole e operatori sanitari dell’AUSL di Bologna. L’intento è sviluppare competenze di Promozione della Salute e diffondere una cultura del benessere, in linea con il Programma Regionale di Prevenzione 21-25 .
Metodi: in ogni istituto aderente alla rete delle Scuole che promuovono salute vengono formati docenti Progettisti/Formatori e almeno otto studenti Comunicatori proattivi come peer educators. Le attività, co-progettate con i professionisti AUSL e basati sui bisogni di salute rilevati, mirano a sviluppare Life Skills.
Risultati: l’approccio, attivando reti di socializzazione e informazione tra pari, ha valorizzato le Life Skills e migliorato il clima scolastico. Il progetto, attraverso l’uso consapevole di social network, ha coinvolto circa 49.000 studenti e 49 scuole (fino al 2021).
Discussione: i risultati si sono concretizzati sviluppando azioni su Impatto ambientale (Eco’s), Affettività (Con-sento), e Contrasto al bullismo (The Anonimus), dimostrando l’efficacia della peer education e dell’azione collettiva integrata e consapevole.
Conclusioni: l’obiettivo futuro è strutturare e rafforzare una sinergia tra Scuola e AUSL per promuovere un benessere olistico a lungo termine ed estendere le iniziative a un numero maggiore di Istituti.
Autore per corrispondenza: gerardo.astorino@ausl.bologna.it
Keywords: health promotion, peer education, life skills, school wellbeing, institutional sinergy
SUMMARY
Objectives: the project aims to create a structured training system between “Health Ambassadors” within schools and healthcare professionals from the Bologna Local Health Authority (AUSL). The intent is to develop Health Promotion competencies and spread a culture of well-being, in line with the Regional Prevention Program 21-25.
Methods: within each institute participating in the “Schools for Health” network, teacher Designers/Trainers and at least eight students—acting as proactive Communicators and peer educators—are trained. Activities are co-designed with AUSL professionals based on identified health needs and are aimed at developing Life Skills.
Results: by activating socialization and information networks among peers, this approach has enhanced Life Skills and improved the school climate. Through the conscious use of social networks, the project involved approximately 49,000 students and 49 schools (up to 2021).
Discussion: the results materialized through specific actions concerning Environmental Impact (Eco’s), Affectivity (Con-sento), and Countering Bullying (The Anonimus), demonstrating the effectiveness of peer education and integrated, conscious collective action.
Conclusions: the future goal is to structure and strengthen the synergy between schools and the AUSL to promote long-term holistic well-being and extend these initiatives to a greater number of institutes.
Equity and Proximity Care: Health Promotion and Disease Prevention for inmates in the Brescia territory
Keren Agyei Acheampong, Laura Paderni, Giuseppina Ravizzi, Enrico Burato
DOI:10.48291/SISA.70.1.11
DOI:10.48291/SISA.70.1.11 Sistema Salute, 70,1 2026: pp. 157-169
Medicina di prossimità ed Equity: Prevenzione e Promozione della salute per detenuti nel territorio Bresciano
Equity and Proximity Care: Health Promotion and Disease Prevention for inmates in the Brescia territory
Keren Agyei Acheampong 1, Laura Paderni 2, Giuseppina Ravizzi 3, Enrico Burato 4
1 Funzione Aziendale Home Visiting e Promozione della Salute – ASST Spedali Civili di Brescia
2 Assistente Sanitaria – Funzione Aziendale Home Visiting e Promozione della Salute e Promozione della Salute (ASST Spedali Civili di Brescia)
3 Dirigente Responsabile Articolazione Dapss Area Prevenzione e Responsabile della Funzione Aziendale Home Visiting e Promozione della Salute (ASST Spedali Civili di Brescia)
4 Direttore Sociosanitario (ASST Spedali Civili di Brescia)
Parole chiave: assistente sanitario, medicina di prossimità, equity, prevenzione delle malattie, promozione della salute.
RIASSUNTO:
Obiettivi: potenziare la medicina di prossimità negli istituti penitenziari bresciani per garantire l’equità e il diritto alla salute.
Metodi: valutazione della realtà carceraria tramite dati ministeriali, rapporti di monitoraggio nazionale, mappatura dei servizi e delle principali criticità di salute, al fine di definire modelli operativi di medicina di prossimità efficaci.
Risultati: nell’ultimo quadrimestre 2025, a Canton Mombello sono state effettuate 296 somministrazioni vaccinali (114 FLU, 98 dTaP-IPV, 35 PCV, 28 HPV, 15 HZV, 6 Covid-19). A Verziano 67 somministrazioni (28 FLU, 25 dTaP-IPV, 9 Covid-19, 4 PCV, 1 HZV) e 11 test HPV. Due giornate di promozione alla salute hanno coinvolto in totale 42 persone.
Discussione: l’approccio di prossimità si è dimostrato efficace nel ridurre le distanze tra gli istituti penitenziari e i servizi sanitari. L’Assistente Sanitario si è confermato figura chiave nel trasformare l’offerta da passiva a proattiva, ottimizzando il raccordo tra ASST e istituti. Oltre alla prevenzione vaccinale e oncologica, attua interventi di educazione alla salute, trasformando l’ambiente penitenziario in un luogo di reale alfabetizzazione sanitaria.
Conclusioni: i percorsi mediati dall’Assistente Sanitario superano le barriere d’accesso e devono diventare strutturali per assicurare l’equità sanitaria e la sicurezza della collettività.
Keywords. practitioner in public health and health promotion, proximity care, equity, disease prevention, health promotion
SUMMARY
Objectives: to improve proximity care in the Brescia penitentiary institutions to guarantee equity and the right to health.
Methods: assessment of prison conditions using ministerial data, national monitoring reports, mapping of services and key health issues, with a view to defining operational models for community medicine.
Results: in the last four months of 2025, 296 vaccinations were administered in Canton Mombello (114 FLU, 98 dTaP-IPV, 35 PCV, 28 HPV, 15 HZV, 6 Covid-19). In Verziano, 67 vaccinations (28 FLU, 25 dTaP-IPV, 9 Covid-19, 4 PCV, 1 HZV) and 11 HPV tests were administered. Two health promotion days involved a total of 42 people.
Discussion: the proximity approach has proven effective in reducing the distances between penitentiary institutions and health services. The practitioner in public health and health promotion has been confirmed as a key figure in transforming the offer from passive to proactive, optimizing the connection between ASST and institutions. In addition to vaccination and cancer prevention, it implements health education interventions, transforming the penitentiary environment into a place of real health literacy.
Conclusions: pathways mediated by the practitioner in public health and health promotion overcome access barriers and must become structural to ensure health equity and community safety.
Autore per corrispondenza: promozione.salute@asst-spedalicivili.it
Adolescent health education in the post-pandemic era: a bibliometric analysis (2019-2025) and school welfare perspectives for managing emotional eating
Francesca Colucci
DOI:10.48291/SISA.70.1.12
DOI:10.48291/SISA.70.1.12 Sistema Salute, 70,1 2026: pp. 170-187
L’educazione alla salute adolescenziale nell’era post-pandemica: analisi bibliometrica (2019-2025) e prospettive di welfare scolastico per la gestione della fame emotiva
Adolescent health education in the post-pandemic era: a bibliometric analysis (2019-2025) and school welfare perspectives for managing emotional eating
Francesca Colucci
PhD student, Università degli Studi di Foggia, Dipartimento di Scienze Mediche e Chirurgiche, Foggia, Italia
Parole chiave: fame emotiva, adolescenza, welfare scolastico, analisi bibliometrica
RIASSUNTO
Obiettivi: il contributo esplora il legame logico-concettuale tra Fame Emotiva (EE) e Adolescenza. Il periodo di riferimento dell’analisi – 2019-2025 – consente di rilevare l’impatto della pandemia sui disturbi alimentari e di fornire un quadro per orientare politiche di Welfare nel sistema scolastico italiano.
Metodi: dal punto di vista metodologico si è condotta un’analisi bibliometrica multi-database con il pacchetto “Bibliometrix” di RStudio.
Risultati: dall’analisi, l’EE emerge come costrutto centrale, superando la somma dei termini legati ai disturbi alimentari. La produzione scientifica ha raggiunto il picco nel 2024, con una leadership citazionale italiana sui temi legati al lockdown. La mappatura delle categorie WoS identifica la Public Health quale principale ponte multidisciplinare della rete. I social media appaiono come Trend Topic del 2024.
Discussione: l’EE si configura come meccanismo di coping disadattivo esacerbato dalla crisi globale. L’ambiente digitale, modulatore del comportamento, richiede alfabetizzazione emotiva specifica per contrastare il fenomeno.
Conclusioni: la scuola, luogo di ‘produzione della salute’, rappresenta il contesto d’elezione per l’intercettazione precoce dell’EE grazie all’accesso continuativo alla popolazione giovanile. Il paradigma salutogenico permette di rispondere alle sfide post-pandemiche e alle pressioni digitali, promuovendo l’agentività e il benessere olistico degli adolescenti, attraverso modelli di gestione educativa integrata.
Autore per corrispondenza: francesca.colucci@unifg.it
Keywords: emotional eating, adolescence, school welfare, bibliometric analysis.
SUMMARY
Objectives: this paper explores the logical-conceptual link between Emotional Eating (EE) and Adolescence. The reference period of the analysis—2019-2025—allows us to detect the impact of the pandemic on eating disorders and to provide a framework for orienting welfare policies in the Italian school system.
Methods: from a methodological point of view, a multi-database bibliometric analysis was conducted using the RStudio “Bibliometrix” package.
Results: from the analysis, EE emerges as a central construct, surpassing the sum of terms related to eating disorders. Scientific production peaked in 2024, with Italy leading in citations on topics related to lockdown. The mapping of WoS categories identifies Public Health as the main multidisciplinary bridge in the network. Social media appears as a Trend Topic in 2024.
Discussion: EE is a maladaptive coping mechanism exacerbated by the global crisis. The digital environment, which modulates behavior, requires specific emotional literacy to counteract the phenomenon.
Conclusions: schools, as places of ‘health production’, are the ideal context for the early detection of EE thanks to their continuous access to the young population. The salutogenic paradigm allows us to respond to post-pandemic challenges and digital pressures by promoting the agency and holistic well-being of adolescents through integrated educational management models.
Escape into Nature: the design of an educational intervention for the development of life skills in primary education
Sara Caldonazzi, Linda Trotta
DOI:10.48291/SISA.70.1.13
DOI:10.48291/SISA.70.1.13 Sistema Salute, 70,1 2026: pp.188-214
“Escape in Natura”: progettazione di un intervento educativo per lo sviluppo delle life skills nella scuola primaria
“Escape into Nature”: the design of an educational intervention for the development of life skills in primary education
Sara Caldonazzi 1, Linda Trotta 2
1 Assistente Sanitaria presso Servizio di Epidemiologia clinica e valutativa – ASUIT Trento
2 Professore a contratto SSR Corso di laurea in Assistenza Sanitaria Università degli studi di Milano ATS Milano città metropolitana e Università degli studi di Verona sede di Trento
Parole chiave: escape room, capacità di vita, immersione nel bosco, promozione della salute, bambini
RIASSUNTO
Background: la preadolescenza rappresenta una fase critica per lo sviluppo di comportamenti di salute. I dati epidemiologici mostrano un’elevata prevalenza di disturbi emotivi e comportamentali prevenibili, rendendo prioritari interventi di promozione della salute orientati allo sviluppo delle life skills. La scuola costituisce un setting privilegiato per interventi educativi esperienziali e partecipativi.
Obiettivo: elaborare una progettazione teorica di promozione della salute rivolta a preadolescenti del territorio trentino, centrata sullo sviluppo delle life skills attraverso il gioco dell’escape room.
Metodi: il progetto è stato sviluppato mediante una scheda strutturata di progettazione educativa, utilizzando obiettivi SMART e il modello Theory of Change. La progettazione si basa su una revisione della letteratura scientifica su promozione della salute, outdoor education, apprendimento ludico ed escape room.
Risultati: l’esposizione alla natura e le attività di outdoor education sono associate a benefici psicofisici, maggiore coinvolgimento scolastico e sviluppo di competenze sociali. Le escape room educative outdoor favoriscono problem solving, collaborazione, pensiero critico e motivazione, mostrando potenziale nello sviluppo delle life skills.
Discussione/conclusioni: il progetto “Escape in Natura” evidenzia, a livello teorico, il potenziale dell’integrazione tra educazione alla salute, natura e apprendimento ludico nel contesto scolastico. L’approccio risulta flessibile, adattabile e potenzialmente replicabile a livello territoriale.
Autore per corrispondenza: caldonazzisara@gmail.com
Key words: escape room, life skills, forest bathing, health promotion, children
SUMMARY
Background: preadolescence represents a critical developmental period for the establishment of health-related behaviors. Epidemiological data indicate a high prevalence of preventable emotional and behavioral disorders, highlighting the need for health promotion interventions focused on the development of life skills. Schools represent a privileged setting for experiential and participatory educational interventions.
Objective: to develop a theoretical health promotion framework targeting preadolescents in the Trentino region, centered on life skills development through an escape room–based educational approach.
Methods: the project was developed using a structured educational planning framework, applying SMART objectives and the Theory of Change model. The design was informed by a review of the scientific literature on health promotion, outdoor education, game-based learning, and educational escape rooms.
Results: exposure to natural environments and outdoor education activities is associated with psychophysical benefits, increased school engagement, and the development of social skills. Outdoor educational escape rooms promote problem-solving, collaboration, critical thinking, and motivation, demonstrating potential for fostering life skills.
Conclusions: the “Escape into Nature” project highlights, at a theoretical level, the potential of integrating health education, nature-based learning, and game-based approaches within the school setting. This flexible model appears adaptable and potentially replicable at the territorial level.
Health Literacy as an educational infrastructure in community health services: operational model, multiprofessional perspectives and systemic impact
Cinzia Cantini
DOI:10.48291/SISA.70.1.14
DOI:10.48291/SISA.70.1.14 Sistema Salute, 70,1 2026: pp.215-242
Health Literacy come infrastruttura educativa nei servizi territoriali: modello operativo, prospettive multiprofessionali e
impatto sistemico
Health Literacy as an educational infrastructure in community health services: operational model, multiprofessional perspectives and systemic impact
Cinzia Cantini
LM-61 Scienze dell’Alimentazione Umana, Università degli Studi di Firenze Dipartimento di Medicina Preventiva e Scienze della Salute Umana
Parole chiave: health literacy, nutritional health literacy, educazione alla salute, Servizi territoriali, biologo HL/NHL, team multi professionale, ROI sanitario, comunicazione sanitaria
RIASSUNTO
Obiettivi: analizzare le criticità dell’educazione sanitaria tradizionale alla luce delle trasformazioni degli ultimi dieci anni – infodemia, complessità delle cronicità, ecosistemi digitali – e proporre un modello operativo che integri la Health Literacy (HL) come infrastruttura educativa strutturale nei servizi territoriali.
Metodi: revisione delle principali cornici teoriche internazionali sulla Health Literacy (1–3), analisi delle transizioni demografica, epidemiologica e digitale e sviluppo di un modello applicativo fondato su tre componenti: Biologo HL/NHL, Team HL multiprofessionale e Toolkit “Salute Chiara”.
Risultati: il modello potenzia comprensione terapeutica, prevenzione, continuità assistenziale e coerenza comunicativa. Le simulazioni economiche indicano un ROI positivo in entrambi gli scenari: minimo (riduzione accessi impropri) ed evolutivo (riduzione complicanze croniche evitabili).
Discussione: HL rappresenta un’evoluzione dell’educazione sanitaria tradizionale, rafforzando la governance comunicativa dei servizi, riducendo la variabilità informativa e sostenendo agency, autonomia e sicurezza decisionale .
Conclusioni: l’integrazione di HL come infrastruttura sistemica costituisce una strategia scalabile, sostenibile e necessaria per rispondere alla complessità informativa del XXI secolo.
Autore per corrispondenza: cinziacantini@hotmail.it
Keywords: health literacy, nutritional health literacy, health education, community-based health Services; HL/NHL biologist, multidisciplinary team, Health System ROI, health communication.
SUMMARY
Objectives: to analyse the limitations of traditional health education in light of the last decade’s transformations – infodemic, chronic-care complexity and digital ecosystems – and to propose an operational model positioning Health Literacy (HL) as an educational infrastructure within community services.
Methods: review of major international HL frameworks (1,3), analysis of demographic, epidemiological and digital transitions and development of an applied model based on three components: the HL/NHL Biologist, the multiprofessional HL Team and the “Salute Chiara” Toolkit.
Results: the model improves therapeutic understanding, prevention, continuity of care and communication quality. Economic simulations show positive returns in both minimal and evolutionary scenarios.
Discussion: HL strengthens communicative governance, reduces variability and enhances agency and autonomy in healthcare decision-making .
Conclusioni: HL as a systemic infrastructure offers a scalable and sustainable strategy to face contemporary informational complexity.
Health literacy: an opportunity for health professionals
Carlo Scovino
DOI:10.48291/SISA.70.1.15
DOI:10.48291/SISA.70.1.15 Sistema Salute, 70,1 2026: pp. 242-263
Educazione sanitaria: un’opportunità per il comparto
Health literacy: an opportunity for health professionals
Carlo Scovino
Professore a contratto per l’Università degli Studi di Milano, Formatore, Pedagogista,Consulente per progetti riabilitativi e terapeutici
Parole chiave: empowerment, promozione della salute, fornire informazioni in modo semplice ed efficace, definizione del termine di salute
RIASSUNTO
La Carta di Ottawa del 1986 proponeva un approccio socio-ecologico alla salute e indirizzava le politiche e le decisioni istituzionali verso una visione della salute quale risorsa imprescindibile per lo sviluppo e il benessere del/della singol* persona e delle comunità. In tale prospettiva, il bene salute è generato da una sinergia di saperi, comportamenti, politiche, disposizioni, risorse sociali, eredità genetiche, ecc. i quali si dipanano in differenti equilibri: di macrolivello – stante l’input proveniente dalle scelte di sanità pubblica compiute dal decisore istituzionale; di mesolivello – che si sostanzia in ambito clinico nell’interazione dottore/ssa-paziente; di microlivello – che si concretizza nella capacità di autocura e responsabilità del/ della singol* persona. Si afferma così una visione socio-ecologica del benessere, in virtù della quale la promozione della salute diviene il momentum dialogico tra i contesti educativi, clinici, istituzionali, ambientali, socioeconomici e famigliari. A partire dall’assunto secondo cui la promozione della conoscenza del/della cittadin* migliora il suo rapporto con il sistema in cui vive, negli ultimi anni di riassetto istituzionale e organizzativo del sistema sanitario si è diffusa l’attenzione verso l’health literacy, la quale assurge a determinante della salute non più trascurabile. Quale pervasivo strumento di promozione della salute, l’health literacy pone l’accento sugli aspetti di conoscenza e consapevolezza del/della cittadin*, nelle sue vesti di utente del sistema sanitario, e sottolinea i vantaggi che derivano per la persona, per la comunità e per il settore complessivamente considerato, da una azione di promozione pubblica del livello di health literacy. Per la definizione del concetto di health literacy in tutto questo articolo farò riferimento a quanto affermato dall’OMS “… indica le abilità cognitive e sociali che motivano gli individui e li rendono capaci d accedere, comprendere e utilizzare le informazioni in modo da promuovere e preservare la propria salute. L’health literacy implica il raggiungimento di un livello di conoscenze, di capacità individuali e di fiducia in sé stessi tali da spingere gli individui ad agire per migliorare la propria salute e quella della collettività, modificando lo stile e le condizioni di vita personali. Pertanto, health literacy non significa solo essere in grado di leggere opuscoli e prendere appuntamenti, ma è un’importante strategia di empowerment che può migliorare la capacità delle persone di accedere alle informazioni e di utilizzarle in modo efficace”.
Autore per corrispondenza: carloscovino@hotmail.it
Keywords: empowerment, health promotion, plain language, health definition
SUMMARY
The 1986 Ottawa Charter proposed a socio-ecological approach to health and guided policies and institutional decisions toward a vision of health as an essential resource for the development and well-being of individuals and communities. From this perspective, health is generated by a synergy of knowledge, behaviors, policies, dispositions, social resources, genetic inheritance, and so on, which unfold in different balances: macro-level—based on the input from public health decisions made by institutional decision-makers; meso-level—embodied in the clinical setting in the doctor/patient interaction; and micro-level—embodied in the individual’s capacity for self-care and responsibility. Thus, a socio-ecological vision of well-being emerges, by virtue of which health promotion becomes the driving force for dialogue between educational, clinical, institutional, environmental, socioeconomic, and family contexts. Based on the assumption that promoting citizen knowledge improves their relationship with the system in which they live, in recent years of institutional and organizational reorganization of the healthcare system, attention has been focused on health literacy, which has become a no longer negligible determinant of health. As a pervasive tool for health promotion, health literacy emphasizes the knowledge and awareness of citizens, in their role as users of the healthcare system, and underlines the benefits that derive for the individual, the community, and the sector as a whole from public action to promote the level of health literacy.
Health Promotion: experiences and developments within the Emilia-Romagna Regional Prevention Plan and Regional Law 19/2018
Francesca Celenza, Gerardo Astorino, Simone Marinelli, Maura Avagliano, Paolo Pandolfi
DOI: 10.48291/SISA.70.1.16
DOI: 10.48291/SISA.70.1.16 Sistema Salute, 70,1 2026: pp. 264-273
Promozione della Salute: esperienze e sviluppi nel contesto del PRP Emilia-Romagna e della L.R. 19/2018
Health Promotion: experiences and developments within the Emilia-Romagna Regional Prevention Plan and Regional Law 19/2018
Francesca Celenza 1, Gerardo Astorino 2, Simone Marinelli 2, Maura Avagliano 2, Paolo Pandolfi 3
1 Dipartimento di Sanità Pubblica – AUSL Bologna; UOC Igiene degli alimenti e nutrizione
2 Dipartimento di Sanità Pubblica – AUSL Bologna; Programma di Promozione della salute e prevenzione della cronicità
3 Direttore del Dipartimento di Sanità Pubblica – AUSL Bologna
Parole Chiave: promozione della salute, prevenzione, comunità attive, Scuole che promuovono salute, L.R. 19/2018
RIASSUNTO
Obiettivi: descrivere il quadro regionale della promozione della salute in Emilia-Romagna, alla luce della L.R. 19/2018 e del Piano Regionale della Prevenzione (PRP), e presentare le principali progettualità territoriali, con particolare attenzione ai programmi Scuole che promuovono salute e Comunità attive.
Metodi: revisione della cornice normativa e programmatica regionale, analisi dei modelli teorici, descrizione delle metodologie di attuazione e degli strumenti utilizzati nei setting educativi e comunitari.
Risultati: i programmi implementati hanno favorito lo sviluppo di reti intersettoriali, l’empowerment di studenti e insegnanti e la promozione della salute nella popolazione generale.
Discussione: le esperienze descritte evidenziano l’importanza di agire sui determinanti sociali della salute e di consolidare alleanze tra istituzioni, scuola e comunità.
Conclusioni: le strategie adottate mostrano efficacia nella promozione di comportamenti salutari e nel rafforzamento delle competenze di comunità.
Autore per corrispondenza: f.celenza@ausl.bologna.it
Keywords: health promotion, prevention, active communities, Health-promoting schools; Regional Law 19/2018
SUMMARY
Objectives: to describe the regional framework for health promotion in Emilia-Romagna and to present the main territorial projects, with a focus on Health-Promoting Schools and Active Communities.
Methods: review of regulatory framework, theoretical models and methodologies employed in school and community settings.
Results: implemented programmes strengthened intersectoral networks, empowered teachers and students, and expanded opportunities for physical activity.
Discussion: the initiatives highlight the importance of acting on social determinants of health and consolidating alliances between institutions and communities.
Conclusions: strategies adopted proved effective in promoting healthy behaviours and strengthening community capabilities.
Integrated Antimicrobial Stewardship strategies: the role of the public health practitioner in a collaborative model between hospital and Primary Care in ASST Spedali Civili
Alessia La Rocca, Monica Marmentini, Giuseppina Ravizzi, Enrico Burato
DOI:10.48291/SISA.70.1.17
DOI:10.48291/SISA.70.1.17 Sistema Salute, 70,1 2026: pp. 274-282
Strategie integrate di Antimicrobial Stewardship: il ruolo degli Assistenti Sanitari in un modello di collaborazione tra ospedale e territorio in ASST Spedali Civili
Integrated Antimicrobial Stewardship strategies: the role of the public health practitioner in a collaborative model between hospital and Primary Care in ASST Spedali Civili
Alessia La Rocca 1, Monica Marmentini 2, Giuseppina Ravizzi 3, Enrico Burato 4
1 Assistente sanitaria – Funzione Aziendale Home Visiting e Promozione della Salute (ASST Spedali Civili di Brescia)
2 Assistente sanitaria – Funzione Aziendale Home Visiting e Promozione della Salute (ASST Spedali Civili di Brescia)
3 Dirigente Responsabile Articolazione Dapss Area Prevenzione e Responsabile della Funzione Aziendale Home Visiting e Promozione della Salute (ASST Spedali Civili di Brescia)
4 Direttore Sociosanitario (ASST Spedali Civili di Brescia)
Parole chiave: antibiotico-resistenza, antimicrobial stewardship, igiene delle mani, medicina territoriale, assistenti sanitari
RIASSUNTO
Obiettivi: definire strategie integrate di promozione dell’uso consapevole degli antibiotici e consolidare il raccordo operativo tra l’ASST Spedali Civili e la rete dei Medici di Medicina Generale (MMG) e Pediatri di Libera Scelta (PLS).
Metodi: è stato istituito un gruppo di lavoro multidisciplinare ed è stata prodotta e somministrata una survey rivolta a MMG e PLS del territorio per indagare le conoscenze sull’antibiotico-resistenza e le abitudini prescrittive.
Risultati: l’indagine (103 risposte, 29% adesione) evidenzia che, nonostante l’ottima conoscenza teorica della stewardship antibiotica, il carico di lavoro eccessivo e le pressioni dei pazienti ostacolano la corretta prescrizione. I dati mostrano inoltre un basso utilizzo di test diagnostici rapidi e una diffusa insoddisfazione verso l’efficacia delle attuali campagne nazionali e delle attività di formazione FAD.
Discussione: la prescrizione appropriata di antibiotici è ostacolata da barriere organizzative e pressioni sociali dei pazienti. È prioritario potenziare la diagnostica rapida, educare la popolazione e adottare modelli formativi esperienziali (AI/Realtà Virtuale) rivolti ai professionisti.
Conclusioni: l’integrazione ospedale-territorio è fondamentale per una strategia One Health. Per ottimizzare le prescrizioni è necessario il potenziamento della diagnostica Point-of-Care, l’accesso semplificato alle linee guida e il supporto relazionale per gestire le aspettative dei pazienti legate alla prescrizione antibiotica.
Autore per corrispondenza: Alessia La Rocca email: promozione.salute@asst-spedalicivili.it
Keywords: antimicrobial resistance, antimicrobial stewardship, hand hygiene, primary care, public health practitioner
SUMMARY
Objectives: to define integrated strategies to promote the conscious use of antibiotics and strengthen operational coordination between ASST Spedali Civili and the network of General Practitioners (GPs) and Primary Care Pediatricians (PCPs).
Methods: a multidisciplinary working group was established, and a survey was developed and submitted to GPs and PCPs in the area to assess their knowledge about antibiotic resistance and prescribing habits.
Results: the survey (103 responses, 29% response rate) shows that, despite excellent theoretical knowledge of antibiotic stewardship, excessive workload and patient pressures hinder appropriate prescribing. The data also indicate low use of rapid diagnostic tests and widespread dissatisfaction with the effectiveness of current national campaigns and e-learning activities.
Discussion: appropriate antibiotic prescribing is hindered by organizational barriers and social pressures from patients. It is a priority to enhance rapid diagnostics, educate the population, and adopt experiential training models (AI/Virtual Reality) for professionals.
Conclusions: hospital-community integration is essential for a One Health strategy. To optimize prescriptions, it is necessary to strengthen Point-of-Care diagnostics, simplify access to guidelines, and provide relational support to manage patient expectations regarding antibiotic prescriptions.
