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Volume 70 n. 2

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La monografia “Intelligenza artificiale, etica, salute” riporta contributi derivanti dai lavori della Summer School “Intelligenza Artificiale per il Benessere Inclusivo e Sostenibile: Ripensare Salute, Lavoro e Ambiente. Uno spazio di ricerca e confronto sull’IA per un futuro più giusto e sostenibile, dove accademia, professionisti e società civile si incontrano e collaborano”. Si tratta della terza edizione della Scuola Estiva promossa dalla Consulta di Bioetica e dalla Società Italiana per l’Etica dell’Intelligenza Artificiale (SIpEIA), con la collaborazione delle Università di Torino e di Urbino, tenutasi a Urbino a fine agosto 2025. Una attenta riflessione critica su cos’è l’Intelligenza Artificiale e quali implicazioni etiche, cliniche, organizzative, normative relativamente a salute, relazioni di cura e sistema sanitario.

Indice

La monografia “Intelligenza artificiale, etica, salute” proposta in questo numero riporta contributi derivanti dai lavori della Summer School “Intelligenza Artificiale per il Benessere Inclusivo e Sostenibile: Ripensare Salute, Lavoro e Ambiente. Uno spazio di ricerca e confronto sull’IA per un futuro più giusto e sostenibile, dove accademia, professionisti e società civile si incontrano e collaborano”. Si tratta della terza edizione della Scuola Estiva promossa dalla Consulta di Bioetica e dalla Società Italiana per l’Etica dell’Intelligenza Artificiale (SIpEIA), con la collaborazione delle Università di Torino e di Urbino, tenutasi a Urbino a fine agosto 2025. Una attenta riflessione critica su cos’è l’Intelligenza Artificiale e quali implicazioni etiche, cliniche, organizzative, normative relativamente a salute, relazioni di cura e sistema sanitario.

Per la sezione Altri contributi proponiamo una miscellanea di articoli riferiti a diversi ambiti: sociologia della famiglia, salute mentale, reti sociali e organizzazione sanitaria, riabilitazione.

DOI: 10.48291/SISA.70.2.1                                                                                               Sistema Salute, 70,2 2026: pp. 291-293

La gabbia di silicio: la sfida etica per trasformare la rivoluzione dell’IA in un’alleata consapevole e davvero sostenibile

The Silicon Cage: The Ethical Challenge of Transforming the AI Revolution into a Conscious and Truly Sustainable Ally

Giancarlo Pocetta

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DOI: 10.48291/SISA.70.2.2                                                                                             Sistema Salute, 70,2 2026: pp. 294-300

L’Intelligenza Artificiale (IA) non un mero strumento/ Artificial Intelligence (AI) is not a mere instrument

Maurizio Mori

Direttore di Bioetica. Rivista interdisciplinare, Vicolo del Pavone editore

L’Intelligenza Artificiale (IA) non è un mero strumento, ma è un interlocutore: bisogna abbandonare le illusioni passatiste, e avere chiara consapevolezza che rivoluzionerà l’intero sistema di assistenza sanitaria.

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DOI: 10.48291/SISA.70.2.3                                                                                             Sistema Salute, 70, 2 2026: pp. 301-319

L’etica dell’IA in medicina: autonomia del paziente e opacità algoritmica nell’era dell’IA medica

AI Ethics in Medicine: Patient Autonomy and Algorithmic Opacity in the Age of Medical AI

Palma Sgreccia

Docente di filosofa morale e bioeticista, vicedirettrice del Master in Bioetica, Pluralismo e Consulenza Etica Università di Torino

Parole chiave: intelligenza artificiale; medicina; opacità algoritmica; autonomia relazionale; responsabilità

RIASSUNTO

L’intelligenza artificiale (IA) sta trasformando la pratica clinica: migliora la capacità diagnostica e predittiva, accelera l’analisi dei dati e ridefinisce i processi decisionali. Tuttavia, l’introduzione di sistemi spesso opachi altera la grammatica etica dell’incontro di cura: rende più difficile offrire ragioni clinicamente situate, indebolisce la contestabilità delle raccomandazioni e rischia di ridurre l’autonomia del paziente a un consenso procedurale. L’articolo propone un lessico per pensare questa trasformazione (métron/métrion, “etica su palafitte”, IA come ambiente), rilegge l’autonomia come pratica relazionale e come co-autorialità della decisione, e traduce i principi bioetici in doveri operativi: dovere di ragioni, di contestabilità e di proporzione. Vengono poi discusse tre fratture generate dall’ibridazione tra giudizio umano e calcolo algoritmico (epistemica, ermeneutica, etica) e si allarga il campo della giustizia includendo disuguaglianze e sostenibilità ambientale. In conclusione si propongono indicazioni implementabili nella pratica quotidiana (colloquio di ragioni, finestra di contestazione, soglia di delega, consenso progressivo), con l’obiettivo di orientare l’IA verso una cura più responsabile e condivisa.

Keywords: artificial intelligence; medicine; algorithmic opacity; relational autonomy; responsibility

SUMMARY

Artificial intelligence (AI) is reshaping clinical practice: it improves diagnostic and predictive capabilities, accelerates data analysis, and reconfigures decision-making workflows. Yet the adoption of often opaque systems affects the ethical grammar of care: it becomes harder to provide situated clinical reasons, to enable meaningful contestation of algorithmic recommendations, and to preserve patient autonomy beyond procedural consent. This article offers a conceptual vocabulary to address these shifts (métron/métrion, “ethics on stilts”, AI as an environment), reframes autonomy as a relational practice and as co-authorship of clinical decisions, and translates bioethical principles into operational duties: a duty to give reasons, a duty of contestability, and a duty of proportionality. It then discusses three fractures produced by the hybridization of human judgment and algorithmic calculation (epistemic, hermeneutic, ethical), and broadens the scope of justice to include inequalities and environmental sustainability. Finally, it proposes implementable practices for everyday clinical work (reason-giving consultation, contestation window, delegation thresholds, progressive consent) to orient medical AI toward responsible and shared care.

Autore per corrispondenza: palma.sgreccia@unito.it

DOI: 10.48291/SISA.70.2.4                                                                                           Sistema Salute, 70, 2 2026: pp. 320-333

IA, Salute, Etica e organizzazione sanitaria / AI, Health, Ethics and Healthcare Organisation

Franco Piunti

già Direttore sanitario ASL e Direttore Dipartimento di Prevenzione

 

Parole chiave: IA, Salute, Etica e organizzazione sanitaria, Dipartimento di Prevenzione

RIASSUNTO

Introduzione: la principale tensione etica nella storia dell’umanità, è costituita dalla continua necessità di bilanciare l’interesse personale e quello della comunità, compresa la salute. Per trovare un equilibrio tra queste due necessità, in continua evoluzione, l’umanità ha elaborato sempre nuove linee etiche. Oggi la presenza dell’IA e dei cambiamenti climatici impongono una ulteriore ricerca etica per trovare nuovi strumenti morali al fine di ricercare un nuovo equilibrio funzionale tra la sostenibilità ambientale, sociale ed economica che sono tra di loro interconnesse.

Obiettivi: analizzare le relazioni correlate con la salute e le malattie per capire in che modo l’IA e la costruzione di nuovi riferimenti etici, possono contribuire al miglioramento dello stato di salute della popolazione e quindi dei singoli individui.

Metodi: si è utilizzata la letteratura scientifica di carattere osservazionale inerente lo studio delle relazioni che influenzano la salute e le malattie, partendo da quella dell’OMS; si sono analizzati i punti di forza e di debolezza dell’IA e le riflessioni aggiornate di carattere etico prodotte da SIPEIA (Società Italiana Per l’Etica dell’IA)

Risultati: se la salute e le malattie sono relazioni, l’IA può dare un enorme contributo nell’individuare le correlazioni prodotte da agenti fisici, chimici e in parte quelli biologici, tenendo sempre in conto gli errori sistematici. Nel contempo la salute e le malattie, relative alle relazioni umane, trovano un aiuto relativo dalla I.A. La persona è relazione, si forma nella condivisione, frutto di regole morali, non nell’ottimizzazione predittiva.

Conclusioni: i Dipartimenti di Prevenzione e l’ARPA dovranno essere sempre più luoghi interconnessi ed interdisciplinari in grado di produrre modelli di IA utili per individuare le relazioni pericolose per la salute governate da leggi chimiche, fisiche e biologiche e nel contempo dovranno inserire, con i Distretti Sanitari, i Dipartimenti di Salute Mentale, i SERD, nelle loro analisi, anche l’analisi delle malattie dovute alle relazioni sociali. coinvolgendo i decisori e le forze sociali producendo dati sempre più accurati e valutando l’efficacia delle azioni messe in campo.Contemporaneamente dovranno avviare riflessioni di carattere etico così come proposto dall’Unione Europea, (Green Deal, Next Generation Eu) per contribuire ad un uso dell’IA moralmente accettabile e per trovare nuove linee etiche tra gli interessi individuali, quelli collettivi e quelli della biosfera.

Key Words: Environmental and Research AI, Health, Ethics and Healthcare Organisation, Prevention Department

SUMMARY

Introduction: the main ethical tension in human history stems from the constant need to balance personal interests with those of the community, including health. To strike a balance between these two ever-evolving needs, humanity has continually developed new ethical guidelines. Today, the advent of AI and climate change necessitate further ethical inquiry to identify new moral frameworks, with a view to establishing a new functional balance between environmental, social and economic sustainability, which are all interconnected.

Objectives: to analyse the relationships between health and disease in order to understand how AI and the development of new ethical frameworks can contribute to improving the health of the population and, consequently, of individuals.

Methods: we drew on observational scientific literature concerning the study of factors influencing health and disease, starting with that of the WHO; we analysed the strengths and weaknesses of AI and the latest ethical considerations put forward by SIPEIA (Italian Society for the Ethics of AI)

Results: if health and illness are relationships, AI can make an enormous contribution to identifying the correlations produced by physical, chemical and, to some extent, biological factors, whilst always taking systematic errors into account. At the same time, AI offers limited assistance when it comes to health and illness related to human relationships.A person is a relationship; they are shaped by shared experiences, the result of moral principles, not by predictive optimisation.

Conclusion: Prevention Departments and ARPA must increasingly become interconnected and interdisciplinary bodies capable of producing AI models useful for identifying health-threatening relationships governed by chemical, physical and biological laws; at the same time, they must incorporate, in collaboration with Health Districts, Mental Health Departments and SERDs, an analysis of diseases caused by social relationships into their assessments. This will involve decision-makers and social forces, producing increasingly accurate data and assessing the effectiveness of the measures implemented.At the same time, they must initiate ethical deliberations, as proposed by the European Union (Green Deal, Next-Generation EU), to contribute to a morally acceptable use of AI and to establish new ethical guidelines balancing individual, collective and biospheric interests.

Autore per corrispondenza: piunti1950@gmail.com

DOI: 10.48291/SISA.70.2.5                                                                                            Sistema Salute, 70, 2 2026: pp. 334-345

L’intelligenza artificiale in sanità: tra interpretazione clinica, responsabilità professionale e governance giuridica. Profili medico-legali nel quadro europeo e nazionale

Artificial intelligence in healthcare: between clinical interpretation, professional liability and legal governance. Medico-legal profiles within the European and Italian regulatory framework

Mariella Immacolato

Medico legale, già Direttore UOC Medicina Legale AUSL Toscana Nord Ovest. Socio della Consulta di Bioetica ETS. Componente dell’ufficio di presidenza del Comitato per l’Etica Clinica della AUSL Toscana Nord Ovest.

Parole chiave: intelligenza artificiale, AI Act, responsabilità professionale, consenso informato, medicina legale, accountability, governance sanitaria, EHDS

RIASSUNTO

L’intelligenza artificiale (IA) sta progressivamente modificando i processi decisionali in ambito sanitario, incidendo non soltanto sulle modalità operative della pratica clinica, ma anche sulle categorie giuridiche e medico-legali tradizionalmente poste a fondamento della responsabilità professionale. I sistemi algoritmici, infatti, non formulano decisioni cliniche in senso proprio, ma elaborano correlazioni statistiche e modelli probabilistici suscettibili di influenzare il percorso diagnostico, terapeutico e prognostico. In tale contesto, il problema centrale non riguarda esclusivamente l’affidabilità tecnica dello strumento, bensì la qualità del processo interpretativo e la permanenza della responsabilità umana. Il Regolamento (UE) 2024/1689 (AI Act) (1) rappresenta il primo quadro normativo organico e vincolante sull’intelligenza artificiale adottato a livello sovranazionale. Il regolamento si fonda su un approccio basato sul rischio e attribuisce particolare rilievo alla tutela dei diritti fondamentali, alla supervisione umana e alla trasparenza dei sistemi ad alto rischio, categoria nella quale ricadono gran parte delle applicazioni sanitarie. A tale quadro si affianca il Regolamento (UE) 2025/327 relativo allo Spazio europeo dei dati sanitari (European Health Data Space – EHDS) (2,3) che introduce un sistema europeo di interoperabilità e governance dei dati sanitari elettronici finalizzato alla continuità assistenziale, alla ricerca e alla programmazione sanitaria. Il contributo analizza il rapporto tra IA, decisione clinica e responsabilità professionale, soffermandosi sui profili relativi al consenso informato, alla tracciabilità delle decisioni, alla accountability (dovere di rendere conto) e alla trasformazione del modello di responsabilità sanitaria. In prospettiva medico-legale, l’intelligenza artificiale può costituire uno strumento di supporto al ragionamento clinico e una forma di audit cognitivo, ma non può sostituire il giudizio umano né assumere la responsabilità dell’atto conclusivo.

Keywords: artificial intelligence, AI Act, European Health Data Space, professional liability, informed consent, medical law, accountability, healthcare governance.

SUMMARY

Artificial intelligence (AI) is progressively transforming decision-making processes in healthcare, affecting not only the operational aspects of clinical practice but also the legal and medico-legal categories traditionally underlying professional liability. Algorithmic systems do not formulate clinical decisions in a strict sense, rather, they elaborate statistical correlations and probabilistic models capable of influencing diagnostic, therapeutic and prognostic pathways. In this context, the central issue concerns not only the technical reliability of the tool, but also the quality of the interpretative process and the persistence of human responsibility. Regulation (EU) 2024/1689 (AI Act) (1) represents the first comprehensive and binding supranational regulatory framework on artificial intelligence. Alongside this framework, Regulation (EU) 2025/327 on the European Health Data Space (EHDS) (2, 3) introduces a European system of interoperability and governance of electronic health data aimed at supporting continuity of care, research and healthcare planning. The paper analyses the relationship between AI, clinical decision-making and professional liability, focusing on informed consent, traceability of decisions, accountability and the transformation of health-care liability models. From a medico-legal perspective, artificial intelligence may constitute a support tool for clinical reasoning and a form of cognitive audit, but it cannot replace human judgement nor assume responsibility for the final clinical act.

Autore per corrispondenza: mariellaimmacolato@yahoo.com

DOI: 10.48291/SISA.70.2.6                                                                                          Sistema Salute, 70, 2 2026: pp. 346 -356

L’intelligenza artificiale in sanità: stato dell’arte clinico-organizzativo e prospettive per la medicina generale

Artificial Intelligence in Healthcare: state of the art in clinical and organizational applications and perspectives for general practice

Stefano Ivis*, Sandro Bolzonella*, Mario Casini**, Massimo Conte***

*Medico medicina generale

**Pediatra, Psicoterapeuta

***Esperto di formazione e complessità – Complexity Education Project

Parole chiave: intelligenza artificiale, medicina generale, supporto decisionale clinico, workflow sanitari, medicina personalizzata, relazione di cura, governance sanitaria

RIASSUNTO

L’intelligenza artificiale (IA) sta progressivamente trasformando il sistema sanitario, introducendo nuove possibilità sia sul piano clinico sia su quello organizzativo. L’articolo analizza lo stato dell’arte dell’IA in sanità, soffermandosi sulle principali applicazioni già operative, sulle criticità emergenti e sulle prospettive future di integrazione nei percorsi assistenziali; vengono approfonditi gli ambiti della diagnostica per immagini, della medicina di laboratorio, della medicina predittiva e personalizzata e dei sistemi di supporto decisionale clinico basati sui Large Language Model. Una particolare attenzione viene dedicata al ruolo dell’IA nella pratica del singolo professionista, soprattutto nella medicina generale, dove emerge la necessità di integrare standardizzazione e personalizzazione all’interno della relazione di cura. L’articolo discute inoltre gli effetti organizzativi dell’IA sui workflow clinici, sull’interoperabilità dei sistemi informativi e sulla riduzione del carico burocratico, e sono analizzate anche le principali criticità, tra cui governance, responsabilità professionale, bias algoritmici, rischio di deskilling e sostenibilità economica. Viene proposta una visione dell’IA come strumento di supporto alla pratica clinica e non di sostituzione del medico, sottolineando l’importanza della trasparenza, della formazione continua e del coinvolgimento attivo dei professionisti sanitari nello sviluppo e nella governance delle tecnologie, perché il futuro dell’IA in sanità potrebbe dipendere dalla capacità di integrare innovazione tecnologica, relazione di cura e approccio sistemico centrato sulla persona.

Autore per corrispondenza: stefanoivis@gmail.com, conte@complexityeducation.com

Key words: artificial intelligence, primary care, clinical decision support, healthcare workflows, personalized medicine, therapeutic relationship, healthcare governance

SUMMARY

Artificial intelligence (AI) is progressively transforming healthcare systems, introducing new possibilities at both the clinical and organizational levels. This article analyzes the state of the art of AI in healthcare, focusing on the main applications already in use, emerging critical issues, and future prospects for integration into care pathways. It examines in particular the fields of medical imaging, laboratory medicine, predictive and personalized medicine, and clinical decision support systems based on Large Language Models.

Particular attention is devoted to the role of AI in the practice of individual healthcare professionals, especially in general practice, where the need emerges to integrate standardization and personalization within the care relationship. The article also discusses the organizational effects of AI on clinical workflows, the interoperability of health information systems, and the reduction of administrative burden. The main critical issues are also analyzed, including governance, professional responsibility, algorithmic bias, the risk of deskilling, and economic sustainability. The article proposes a vision of AI as a tool to support clinical practice rather than replace physicians, emphasizing the importance of transparency, continuous professional training, and the active involvement of healthcare professionals in the development and governance of these technologies. The future of AI in healthcare may depend on the ability to integrate technological innovation, the care relationship, and a person-centered systemic approach.

DOI: 10.48291/SISA.70.2.7                                                                                            Sistema Salute, 70, 2 2026: pp. 357-379

Intelligenza artificiale e pediatria clinica: possibilità, limiti e responsabilità etiche e giuridiche nell’era della medicina algoritmica

Artificial Intelligence and Clinical Pediatrics: opportunities and ethical-legal responsibilities

Mauro Mancino

Medico Chirurgo specialista in Pediatria, specialista in Nefrologia, Master in Psico Patologia degli Apprendimenti, Dottore in Scienze Religiose

Parole chiave: intelligenza artificiale, pediatria, decisione clinica, responsabilità sanitaria, consenso informato

RIASSUNTO

Obiettivi: l’intelligenza artificiale (IA) sta progressivamente modificando il modo in cui la medicina interpreta i dati clinici, formula diagnosi, definisce prognosi e organizza i percorsi terapeutici. In ambito pediatrico, tale trasformazione assume una rilevanza ancora maggiore a causa della particolare vulnerabilità del minore e della complessità della relazione clinica che coinvolge il paziente, la famiglia e l’équipe sanitaria. Obiettivo del presente lavoro è analizzare criticamente le applicazioni dell’intelligenza artificiale nella pediatria clinica, approfondendo le implicazioni etiche e giuridiche connesse all’utilizzo di sistemi algoritmici nei processi decisionali medici.

Metodi: è stata effettuata una revisione narrativa interdisciplinare della letteratura internazionale, prendendo in considerazione contributi clinici, bioetici, filosofici e giuridici pubblicati negli ultimi anni. L’analisi è stata integrata con riferimenti alla normativa europea in materia di intelligenza artificiale, con particolare attenzione all’AI Act e alla disciplina italiana sulla responsabilità sanitaria.

Risultati: l’intelligenza artificiale consente significativi miglioramenti nella diagnostica per immagini, nella medicina predittiva e nella gestione delle patologie croniche pediatriche. Tuttavia, l’adozione di sistemi algoritmici introduce criticità rilevanti legate ai bias dei dati, all’opacità decisionale, alla tutela della privacy, al consenso informato e alla ridefinizione della responsabilità professionale del medico. Emergono inoltre interrogativi etici riguardanti il rischio di disumanizzazione della cura e di eccessiva dipendenza decisionale dagli algoritmi.

Conclusioni: l’integrazione dell’intelligenza artificiale nella pediatria clinica richiede un modello fondato sulla supervisione umana, sulla trasparenza degli algoritmi, sulla tutela del minore e sulla responsabilità condivisa tra professionisti sanitari, strutture e sviluppatori dei sistemi tecnologici. La tecnologia deve rappresentare uno strumento di supporto al giudizio clinico e non un sostituto della relazione terapeutica.

Keywords: artificial intelligence, pediatrics, clinical decision-making, medical liability, informed consent

SUMMARY

Objectives: artificial intelligence (AI) is progressively transforming the way medicine interprets clinical data, formulates diagnoses, defines prognoses, and organizes therapeutic pathways. In pediatric medicine, this transformation is even more significant because of the specific vulnerability of children and the complexity of the therapeutic relationship involving patients, families, and healthcare professionals. The aim of this paper is to critically analyze the applications of artificial intelligence in clinical pediatrics, with particular attention to the ethical and legal implications associated with the use of algorithmic systems in medical decision-making.

Methods: a narrative interdisciplinary review of the international literature was conducted, including clinical, bioethical, philosophical, and legal contributions published in recent years. The analysis was integrated with references to European regulations on artificial intelligence, especially the AI Act, as well as the Italian legal framework regarding medical liability.

Results: artificial intelligence provides significant improvements in diagnostic imaging, predictive medicine, and the management of chronic pediatric diseases. However, the adoption of algorithmic systems also introduces important concerns related to data bias, opacity of decision-making processes, privacy protection, informed consent, and the redefinition of physicians’ professional responsibility. Additional ethical issues include the risk of dehumanization of care and excessive dependence on automated systems.

Conclusions: the integration of artificial intelligence into clinical pediatrics requires a model based on human supervision, transparency of algorithms, protection of minors, and shared responsibility among healthcare professionals, healthcare institutions, and software developers. Technology should support clinical judgment without replacing the therapeutic relationship between physician, patient, and family.

Autore per corrispondenza: mancino.mauro61@gmail.com

                                                                                                                               Sistema Salute, 70, 2 2026: pp. 380-385

Carta Etica di Urbino per una Intelligenza Artificiale a servizio della dignità umana, della salute, del lavoro e della sostenibilità ambientale

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DOI: 10.48291/SISA.70.2.8                                                                                           Sistema Salute, 70, 2 2026: pp. 386-395

Scelte procreative, percorsi generativi e dinamiche sociali/Procreative choices, generative paths, and social dynamics

Carla Collicelli

Sociologa della salute, Università La Sapienza di Roma, ASviS

Parole chiave: nuove famiglie, unioni di fatto, procreazione medicalmente assistita (PMA), gestazione per altri (GPA), responsabilità genitoriale

RIASSUNTO

Mentre cresce l’attenzione per il calo della natalità, troppo debole è la considerazione dei cambiamenti intervenuti rispetto ai modelli familiari e di convivenza, alle potenzialità delle tecniche procreative, alla crescita dell’infertilità ed a quella delle unioni di fatto. Nel rapporto tra nuove famiglie e possibilità procreative si delineano criticità da affrontare in termini di tutela dei diritti dei soggetti più deboli ed in primis dei minori.

Key Words: new families, de facto unions, assisted reproductive technologies (ART), surrogate materhood, parental responsibility

SUMMARY

While growing attention is focused on the declining birth rate, insufficient consideration is given to the changes that have occurred in family and cohabitation models, the potential of reproductive technologies, the rise in infertility, and the rise in de facto unions. The relationship between new families and reproductive opportunities raises critical issues that must be addressed in terms of protecting the rights of the most vulnerable, especially minors.

Autore per corrispondenza: c.collicelli.17@gmail.com

DOI: 10.48291/SISA.70.2.9                                                                                           Sistema Salute, 70, 2 2026: pp. 396-409

Psicoterapia di gruppo in ambito oncologico. Uno studio osservazionale prospettico: dati preliminari

Group psychoterapy in oncological disease. A prospective observational study: preliminary data

Francesca Addarii 1 , Irene Eleonora Mosca 1, Patrizia Fistesmaire 1, Aroldo Marconi 2, Lucia Da Valle 1

1 UOC Psicologia continuità ospedale-territorio, Ospedale San Luca di Lucca e Presidio Campo di Marte

Cittadella della Salute, Azienda USL Toscana Nord Ovest

2 UOD Chirurgia Oncologica e Ricostruttiva della Mammella, Ospedale San Luca di Lucca, Azienda USL Toscana Nord Ovest

 

Parole chiave: Psicoterapia, gruppo, tumore al seno, bisogni non soddisfatti, paura della recidiva

RIASSUNTO

Per le donne, il carcinoma mammario può rappresentare un evento altamente traumatico capace di incidere sulla salute mentale e più in generale sulla qualità di vita sia a breve che a lungo termine. In particolare, la paura della recidiva (FCR) costituisce uno degli unmet needs (bisogni di cura non adeguatamente soddisfatti) che non sempre gli interventi psicologici di supporto riescono a trattare.

Obiettivi: in quest’ottica, il seguente studio preliminare si propone di indagare i livelli di ansia, depressione e paura della recidiva su un campione di 4 donne con tumore al seno prima e dopo la partecipazione ad un percorso di psicoterapia di gruppo in 8 incontri orientata sul modello esistenziale di Irwin Yalom (1980) in integrazione con la terapia di gruppo espressiva.

Metodi: la rilevazione è avvenuta attraverso il questionario HADS (Hospital Anxiety and Depression Scale) per lo screening dei disturbi di tipo ansioso e depressivo nel contesto ospedaliero e il CSW (Cancer Worry Scale) per la valutazione delle preoccupazioni e dei pensieri relativi allo sviluppo di una patologia oncologica.

Risultati: i risultati preliminari evidenziano una complessiva riduzione sia della sintomatologia ansiosa (HADS-A Pre-test: M=9; DS=7,3; HADS-A Post-test:; M=4,6; DS=1,5) che dell’ansia da recidiva (CWS Pre-test: M=18; DS=6,1; CWS Post-test: M=14; DS=1,7) delle tre pazienti che hanno completato il percorso di psicoterapia. Si mantengono pressoché invariati i punteggi relativi alla sintomatologia depressiva.

Conclusioni: i dati preliminari mostrano i benefici ottenuti dalle pazienti in termini di riduzione dell’ansia e della paura della recidiva attraverso il percorso psicoterapico. Ciò conferma quanto si renda necessario strutturare interventi di supporto psicologico di gruppo all’interno delle Breast Unit così da ridurre l’impatto traumatico e le conseguenze psicopatologiche che la malattia rischia di avere nelle donne con tumore al seno.

Keyword: Psychotherapy, group, breast cancer, unmet needs, fear of cancer recurrence

SUMMARY

For women, breast cancer can represent a highly traumatic event capable of impacting mental health and more generally the quality of life in both the short and long term. In particular, fear of recurrence (FCR) constitutes one of the unmet needs (care needs not adequately satisfied) that psychological support interventions are not always able to treat.

Objectives:. the following preliminary study aims to investigate the levels of anxiety, depression and fear of recurrence in a sample of 4 women with breast cancer before and after participation in a group psychotherapy program (8 meetings) oriented towards Irwin Yalom’s existential model (1980) in integration with expressive group therapy.

Method: the survey took place through the HADS (Hospital Anxiety and Depression Scale) questionnaire for the screening of anxious and depressive disorders in the hospital context and the CSW (Cancer Worry Scale) for the evaluation of worries and thoughts relating to the development of a pathology oncology.

Results: the preliminary results highlighted an overall reduction in both anxious symptoms (HADS-A Pre-test: M=9; SD=7.3; HADS-A Post-test: M=4.6; SD=1.5) and of fear of recurrence (CWS Pretest: M=18; SD=6.1; CWS Post-test: M=14; SD=1.7) of the three patients who completed the psychotherapy. The scores relating to depressive symptoms remained almost unchanged.

Conclusions: the preliminary data showed the benefits obtained by patients in terms of reduction of anxiety and fear of recurrence through the psychotherapeutic process. Thus confirms how necessary it is to structure group psychological support interventions within the Breast Units so as to reduce the traumatic impact and psychopathological consequences that the disease is likely to have in women with breast cancer.

 

Autore per corrispondenza: francesca.addarii.psi@gmail.com; psicologiaospedaliera.lucca@uslnordovest.toscana.it

DOI: 10.48291/SISA.70.2.10                                                                                           Sistema Salute, 70, 2 2026: pp. 410-423

Note in tema di evoluzione del lavoro di salute mentale a partire dall’esperienza nei servizi liguri

Notes on the evolution of mental health work starting from the experience in Ligurian services

Luigi Ferrannini *, Paolo F. Peloso **

*Professore a contratto, Facoltà di Medicina e Chirurgia, Università degli Studi di Genova

**Direttore UO Salute Mentale Distretto Medio Ponente – Dipartimento di Salute Mentale e Dipendenze ASL 3 della Liguria

Parole chiave: sistema socio-sanitario, assistenza psichiatrica, salute mentale, deistituzionalizzazione

RIASSUNTO

Obiettivo del presente articolo è ritornare su alcuni dei punti sollevati dal precedente articolo di Negrogno e Saraceno (1) e per rileggerli alla luce della propria esperienza negli ultimi quarant’anni nei Servizi di Salute Mentale della Liguria. Il metodo adottato è stato quello di raccogliere i numerosi cambiamenti ai quali dalla loro fondazione a oggi la maggior parte dei servizi sono andati incontro: l’aziendalizzazione della sanità, con i vantaggi ma anche i limiti che l’hanno caratterizzata; la separazione, e solo molti anni dopo il riavvicinamento, con i servizi per le dipendenze; l’affermarsi della psichiatria basata sulle evidenze; il completamento della chiusura degli Ospedali Psichiatrici; la chiusura degli Ospedali Psichiatrici Giudiziari e il più frequente contatto con l’apparato giudiziario; la nascita di nuove figure, come quella dell’amministratore di sostegno; l’aumento dell’utenza straniera; la presa in carico di nuovi disturbi, come l’autismo e l’ADHD. E, contestualmente, raccogliere anche la trasformazione di una società fattasi meno solidale, più ossessivamente securitaria, meno preoccupata delle diseguaglianze. Ne risulta che il lavoro di salute mentale si è fatto più difficile e complesso, nello stesso momento in cui le risorse per affrontarlo sono diminuite. La conclusione è che la deistituzionalizzazione, con tutto ciò che essa implica, rimane per i servizi della salute mentale un obiettivo irrinunciabile, attraverso il quale è possibile da un lato sforzarsi di aiutare le persone a conseguire l’obiettivo di una qualità della vita più dignitosa e soddisfacente e dall’altro lavorare nelle comunità per aiutarle a rendersi più inclusive e tolleranti della diversità.

Key words: welfare, psychiatric care, mental health, deinstitutionalization

SUMMARY

The aim of this article is to raise again some of the arguments by Negrogno and Saraceno (1) and to revisit them in the light of the authors’ own experience in the Mental Health Services of Liguria region (Italy) over the last forty years. The focus is about the numerous changes that most of the mental health services have encountered since their foundation to date: the corporatization of health services, with its advantages but also limitations; the separation, and only many years later the rapprochement, with addiction services; the affirmation of evidence-based psychiatry; the completion of the closure of Psychiatric Hospitals; the closure of Judicial Psychiatric Hospitals and the more frequent contact with the judicial system; the affirmation of new roles, such as the support administrator; the increase in foreign users; the taking charge of new disorders, such as autism and ADHD. At the same time, the article discusses about the transformation of a society that has become less supportive, more obsessively security-oriented, less concerned about inequalities. These changes result in the mental health work having become more difficult and complex, at the same time that the resources to address it have decreased. The conclusion is that deinstitutionalization, with all that it implies, remains an essential objective for mental health services, through which it is possible both to strive to help people achieve the goal of a more dignified and satisfying quality of life as well as to empower communities to become more inclusive and tolerant of diversity.

Autore per corrispondenza: aferrannini@libero.it

DOI: 10.48291/SISA.70.2.11                                                                                           Sistema Salute, 70, 2 2026: pp. 424-453

La salute mentale in Umbria/Mental Health in Umbria

Francesco Scotti

Psichiatra

Parole chiave: salute mentale, psichiatria, bisogni, capitale sociale, servizi sociali, conflitto tra professionisti, conflitto utenti operatori

RIASSUNTO

 

Obiettivi: ricerca sui fattori determinanti una politica di salute mentale, resa necessaria dalla constatazione che siamo in una situazione di cambiamento, in cui prevalgono processi di regressione a carico del sistema di servizi per la salute mentale con impoverimento degli apparati di cura, soprattutto quelli dedicati alla terapia dei pazienti con disturbi mentali gravi. In questo contesto è necessario identificare la diversificazione dei bisogni per la cui soddisfazione si invoca l’intervento dei servizi di salute mentale e l’adeguatezza tra richiesta e offerta.

.Metodi: è possibile mettere in evidenza i fattori di cambiamento attraverso un’analisi dell’evoluzione del sistema dei servizi di salute mentale.

Risultati: si conclude che sono le influenze politico-amministrative sul sistema organizzativo e una disponibilità di capitale sociale i fattori più importanti e vengono prima della disponibilità di risorse economiche e dei mutamenti di opinione sui modelli di psichiatria e di salute mentale.

 

Keywords: mental health, psychiatry, needs, social capital, social services, conflict between professionals, conflict between users and operators

SUMMARY

Objectives: research on the factors determining a mental health policy, made necessary by the observation that we are in a situation of change, in which processes of regression prevail in the mental health services system with impoverishment of the care systems, especially those dedicated to the treatment of patients with serious mental disorders. In this context, it is necessary to identify the diversification of needs for whose satisfaction the intervention of mental health services is invoked and the adequacy  between supply and demand.

Methods: it is possible to highlight the factors of change through an analysis of the evolution of the mental health services system.

Results: it is concluded that the political-administrative influences on the organizational system and the availability of social capital are the most important factors and come before the availability of economic resources and changes in opinion on the models of psychiatry and mental health.

Autore per corrispondenza: francescotti@navingio.net

DOI: 10.48291/SISA.70.2.12                                                                                           Sistema Salute, 70, 2 2026: pp. 454-464

Dalle relazioni pubbliche alle reti sociali per la salute: forme e metodi di coinvolgimento della comunità

From public relations to social networks for health: forms and methods of community engagement

Marzia Sandroni

Direttrice Distretto Casentino – Ausl Toscana sud est

 

Parole chiave: partecipazione; capitale sociale, reti sociali, Case della Comunità, salute pubblica

RIASSUNTO

Obiettivi: analizzare il passaggio dai modelli tradizionali di comunicazione pubblica e relazioni pubbliche a forme più avanzate di partecipazione comunitaria, evidenziando il nesso tra capitale sociale, reti sociali e salute, e discutere le implicazioni di tale prospettiva per il welfare territoriale italiano.

Metodi: il contributo propone una ricostruzione teorico-normativa e una rassegna narrativa della letteratura internazionale sui rapporti tra partecipazione, reti sociali e salute. L’analisi integra riferimenti di comunicazione pubblica, social epidemiology e health promotion con l’esame di alcuni dispositivi istituzionali italiani, in particolare il DM 77/2022, i LEPS, il d.lgs. 117/2017 e l’esperienza toscana della partecipazione nel servizio sanitario regionale.

Risultati: la letteratura esaminata mostra che la partecipazione comunitaria produce effetti che vanno oltre la legittimazione democratica delle politiche pubbliche. Le reti sociali rappresentano infatti un determinante rilevante di salute, associato a mortalità, salute mentale, cronicità, invecchiamento biologico e declino cognitivo. In questo quadro, le Case della Comunità possono essere interpretate come infrastrutture territoriali relazionali capaci di integrare servizi sanitari, servizi sociali, Terzo Settore e cittadini. Il DM 77/2022, i LEPS e gli strumenti di co-programmazione e co-progettazione offrono basi istituzionali potenzialmente favorevoli allo sviluppo di una salute di comunità orientata al contrasto della solitudine e al rafforzamento delle reti sociali.

Conclusioni: la partecipazione non costituisce soltanto un principio democratico o una tecnica di comunicazione pubblica, ma una infrastruttura relazionale capace di produrre salute. In questa prospettiva, il welfare territoriale può essere reinterpretato come ecosistema collaborativo nel quale comunicazione pubblica, partecipazione civica e reti sociali concorrono alla promozione del benessere collettivo.

Autore per corrispondenza: marzia.sandroni@gmail.com

 

Keywords: participation, social capital, social networks, Community Houses, public health

SUMMARY

Objectives: to analyse the transition from traditional public communication and public relations models to more advanced forms of community participation, highlighting the relationship between social capital, social networks and health, and discussing the implications of this perspective for Italian territorial welfare.

Methods: the paper develops a theoretical and regulatory reconstruction together with a narrative review of the international literature on participation, social networks and health. It combines insights from public communication, social epidemiology and health promotion with the analysis of selected Italian institutional arrangements, with particular reference to Ministerial Decree 77/2022, LEPS, Legislative Decree 117/2017 and the Tuscan experience of participation in the regional health service.

Results: the reviewed literature shows that community participation produces effects that go beyond the democratic legitimation of public policies. Social networks are a relevant determinant of health, associated with mortality, mental health, chronic conditions, biological ageing and cognitive decline. In this framework, Community Houses can be interpreted as relational territorial infrastructures able to connect health services, social services, third sector organisations and citizens. Ministerial Decree 77/2022, LEPS and co-programming/co-design instruments provide potentially favourable institutional grounds for a community health approach aimed at reducing loneliness and strengthening social networks.

Conclusions: participation should be understood not only as a democratic principle or a public communication technique, but also as a relational infrastructure capable of producing health. From this perspective, territorial welfare may be reinterpreted as a collaborative ecosystem in which public communication, civic participation and social networks jointly contribute to collective wellbeing.

DOI: 10.48291/SISA.70.2.13                                                                                         Sistema Salute, 70, 2 2026: pp. 465-476

Forza muscolare e broncopneumopatia cronica ostruttiva (BPCO): evidenze sul legame con la progressione della malattia

Muscle strength and chronic obstructive pulmonary disease (COPD): evidence of the association with disease progression

Michele Perniola 1, Aurelio Vittoria 2, Nicola Di Franco 3, Massimiliano Minelli 4, Rodolfo Lisi 5, Carmelo Giuffrida 6

1 Ministero dell’Istruzione e del Merito, IIS Paolini-Cassiano, Imola (BO)

2 Specialista in Ematologia e Medicina Interna, Docente fuori ruolo di Nefrologia, Siena

3 Chinesiologo Clinico

4 Fisioterapista, circolo di golf Acquasanta, Roma

5 Ministero dell’Istruzione e del Merito, IMT Varrone, Cassino (FR)

6 Dipartimento di Scienze Biomediche e Biotecnologiche, Università degli Studi di Catania

 

Parole chiave: broncopneumopatia cronica ostruttiva (BPCO); disfunzione muscolare respiratoria; forza muscolare; riabilitazione; strategie cinesiologiche.

RIASSUNTO

Introduzione: la broncopneumopatia cronica ostruttiva (BPCO) è una patologia respiratoria progressiva caratterizzata da ostruzione persistente delle vie aeree e da rilevanti manifestazioni extrapolmonari, tra cui la disfunzione muscolare respiratoria e periferica, associate a prognosi sfavorevole e a un aumento delle riacutizzazioni.

Obiettivi: l’obiettivo del presente articolo è analizzare il ruolo della forza muscolare, in particolare dei muscoli respiratori, nella progressione della BPCO e nella determinazione degli esiti clinici, evidenziando il potenziale contributo degli interventi riabilitativi e cinesiologici.

Metodi: è stata condotta una revisione narrativa della letteratura scientifica disponibile, con particolare attenzione agli studi che valutano la relazione tra disfunzione muscolare respiratoria e periferica, riacutizzazioni, capacità funzionale e qualità di vita nei pazienti con BPCO sottoposti a trattamento farmaìcologico e programmi di riabilitazione.

Risultati: le evidenze, sebbene ancora limitate, indicano che la riduzione della forza dei muscoli respiratori e periferici è associata a un aumento del rischio di riacutizzazioni, a una maggiore dispnea e a un peggioramento della capacità funzionale. I programmi di allenamento della forza, integrati con la riabilitazione dei muscoli inspiratori, mostrano effetti positivi sulla tolleranza allo sforzo e sulla qualità di vita.

Conclusioni: la forza muscolare respiratoria e generale emerge come un potenziale predittore degli esiti clinici nella BPCO. L’integrazione di interventi cinesiologici mirati all’interno di un approccio multidisciplinare potrebbe rappresentare una strategia efficace per migliorare la gestione clinica e rallentare la progressione della malattia.

Key words: chronic obstructive pulmonary disease (COPD); respiratory muscle dysfunction; muscle strength; rehabilitation; kinesiological strategies.

SUMMARY

Introduction: Chronic Obstructive Pulmonary Disease (COPD) is a progressive respiratory condition characterized by persistent airflow limitation and significant extrapulmonary manifestations, including respiratory and peripheral muscle dysfunction, which are associated with poor prognosis and increased exacerbation risk.

Objectives: this article aims to analyze the role of muscle strength, particularly respiratory muscle strength, in COPD progression and clinical outcomes, highlighting the potential impact of rehabilitative and kinesiological interventions.

Methods: a narrative review of the available scientific literature was performed, focusing on studies investigating the relationship between respiratory and peripheral muscle dysfunction, exacerbations, functional capacity, and quality of life in COPD patients undergoing pharmacological treatment and rehabilitation programs.

Results: although evidence remains limited, current findings suggest that reduced respiratory and peripheral muscle strength is associated with a higher risk of exacerbations, increased dyspnea, and impaired functional capacity. Strength training programs combined with inspiratory muscle training show beneficial effects on exercise tolerance and quality of life.

Conclusions: respiratory and overall muscle strength appear to be relevant predictors of clinical outcomes in COPD. The integration of targeted kinesiological interventions within a multidisciplinary approach may improve disease management and contribute to slowing disease progression.

Autore per corrispondenza: micheleperniola92@gmail.com

DOI: 10.48291/SISA.70.2. 14                                                                                        Sistema Salute, 70, 2 2026: pp. 477-481

Ma come si curano le malattie mentali?/How should mental illnesses be treated?

Giuseppe Tibaldi

Membro del Direttivo SIEP, Collaboratore dell’Ufficio Salute Mentale della Regione Emilia-Romagna, Trainer nel campo delle Pratiche Dialogiche, Promotore della Rete Italiana associata all’International Institute for Psychiatric Drug Withdrawal

Commento a: Ma come si curano le malattie mentali? di Luca Negrogno & Benedetto Saraceno Sistema Salute, 68,

2, 2024: pp. 226-254

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Commenti sulle giornate di partecipazione dedicate dalla Regione alla salute mentale

Associazione Umbria per la sanità pubblica

Nel corso dei lavori della Direzione generale della sanità per la stesura del Piano Sociosanitario Regionale dell’Umbria, una particolare attenzione ha ricevuto il Progetto per la salute mentale. A commento di questo tema “l’Associazione Umbria per la salute pubblica” ha scritto un documento dedicato alla messa in evidenza degli elementi critici presenti attualmente nella rete regionale di salute mentale a causa di un progressivo definanziamento e di una disattenzione politica che vanno avanti da più di 10 anni. Il documento mette in evidenza alcune priorità operative e propone interventi di possibile immediata realizzazione. Questo testo viene pubblicato in “Sistema Salute” per la sua rilevanza di ordine generale, perché descrive lo stato di molti altri servizi che, in Italia, hanno subito pesanti regressioni anche quando avevano dietro di sé un passato di eccellenza. Questa Rivista ha già presentato, in diversi numeri monografici, la tematica a cui è dedicato questo documento, ai quali si rimanda per una visione più completa delle questioni anche qui affrontate (…).

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Giuseppe M. Lombardo, Contesti “di cura”. Condizioni e opportunità per la promozione della salute nei setting, Studi e Ricerche IDS, Caltanissetta 2024.

Il libro di Lombardo è un eccellente e ben argomentato testo da leggere con avidità e da consigliare a quanti, operatori della sanità, della scuola, del sociale, vogliono orientarsi nei variegati contesti della promozione della salute, alla luce delle più aggiornate teorie e metodologie prodotte in questi ultimi anni. Esso, tuttavia, è qualcosa in più di un semplice testo specialistico. Va considerato, infatti, come l’esito più maturo di un pluriennale percorso di ricerca e di pratica professionale del suo autore, da sempre sensibile all’impegno civile, attento ad una raffinata lettura dei fenomeni sociali e delle loro contraddizioni, aperto ad un continuo confronto con modelli culturali e paradigmi epistemologici in rapido cambiamento.

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